Romário durissimo: Endrick, Vinicius e Ancelotti nel mirino

Romário non risparmia proprio nessuno. La leggenda del Brasile — 71 presenze e 55 gol in verdeoro, quattro volte campione del mondo — ha aperto il fuoco dopo l'eliminazione della Seleção, sconfitta dalla Norvegia negli ottavi del Mondiale, puntando il dito contro Endrick, Vinícius Júnior e il commissario tecnico Carlo Ancelotti.

IL CASO ENDRICK - Il primo bersaglio è il giovanissimo attaccante del Real Madrid, reo di aver divorato una clamorosa occasione al 13' della ripresa nel match perso contro la Norvegia. Sul suo Romario TV, l'ex bomber non ha usato giri di parole: «La colpa del gol sbagliato da Endrick è stata dello stesso Endrick», ha tuonato, ricordando che in quelle situazioni «hai la responsabilità di fare gol, non ci sono scuse». Poi l'apertura di credito, condita da una bocciatura senza appello: «Mi piace, penso che sarà un giocatore che ci regalerà grandi gioie, ma ieri è stato pessimo».

LA STOCCATA A VINICIUS - Diverso il rilievo mosso al numero 7, legato al rigore fallito nel primo tempo da Bruno Guimarães. Romário riconosce che la gerarchia dei rigoristi era stata rispettata — «ha rispettato le consegne dell'allenatore» —, ma pretende un guizzo di personalità: «In quel momento, se sei il numero 7 della Nazionale, devi andare lì, prendere la palla e dire: "Calcio io"».

L'AFFONDO SU ANCELOTTI - Nemmeno il ct è stato graziato, e qui il filo conduttore è l'ex Atalanta Éderson, ormai prossimo al Manchester United. Romário non ha digerito né la sua convocazione al posto del romanista Wesley, infortunatosi alla vigilia, né il suo ingresso al posto di Bruno Guimarães nella ripresa. «Toglie Bruno Guimarães e inserisce Éderson per fare cosa?», l'affondo, con la fatica a comprendere una mossa che lo ha lasciato interdetto. Il nodo, per lui, è di ruolo: il Brasile, denuncia, si è ritrovato senza terzini di scorta, e le mosse di Ancelotti non l'hanno affatto convinto. «C'è sicuramente qualcuno meglio di Éderson per giocare sulla fascia», la chiosa.

Parole al vetriolo, insomma, che fotografano la delusione di un intero Paese. E che, dall'attacco fino alla panchina, non hanno risparmiato nessuno dei protagonisti di una spedizione finita troppo presto.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Mar 07 luglio 2026 alle 22:49
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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