Nel passaggio dell'Atalanta dalla difesa a tre a quella a quattro, pochi reparti cambiano pelle quanto quello degli esterni. Lo schieramento più offensivo voluto da Maurizio Sarri rinuncia a un centrale per guadagnare un uomo più avanzato, e soprattutto trasforma radicalmente il compito dei laterali: spariscono i pendoli a tutta fascia che hanno fatto la fortuna del calcio gasperiniano, sostituiti da due terzini più bloccati. Il tecnico toscano, notoriamente maniacale nella cura della fase difensiva, predilige uomini di corsia disciplinati, che limitino le scorribande in favore della solidità. Un cambio di paradigma che ridisegna gerarchie e prospettive di mercato.
UN MODULO CHE NON PREMIA CHI SPINGE - La conseguenza più diretta - scrive L'Eco di Bergamo - riguarda proprio i giocatori più offensivi. Il 4-3-3 sarriano non è il contesto ideale per chi fa della propulsione il proprio marchio, ed è anche per questo che diventa concepibile la cessione del gioiello Marco Palestra. Il cantiere delle fasce è il più affollato e intricato dell'estate nerazzurra, con cessioni programmate, un possibile innesto e una trattativa monstre ancora da sbloccare. La buona notizia è che la rivoluzione non passerà da un massiccio ricorso al mercato sulle corsie: il grosso degli investimenti riguarderà centrocampo e difesa, mentre sulle fasce si lavorerà soprattutto di adattamento. Tutti, però, andranno testati nei nuovi compiti durante la preparazione.
ZAPPACOSTA E BERNASCONI, I PUNTI FERMI - Due nomi partono con certezze maggiori. Davide Zappacosta, classe 1992, sembra migliorare invecchiando: a 34 anni ha chiuso una delle sue stagioni migliori. Conosce bene Sarri, che lo allenò al Chelsea nel 2018/19 — anche se quell'annata la trascorse quasi interamente ai box per infortunio — e la sua duttilità è una garanzia: sa giocare a destra e a sinistra, in copertura e in spinta. Forse non è il prototipo del terzino sarriano e dovrà gestire l'età, ma avrà un ruolo significativo. Probabilità di permanenza: 85%. Stesso destino per Lorenzo Bernasconi, classe 2003: da ultimo arrivato a elemento di continuità con la vecchia Atalanta, è disciplinato e difensivo, caratteristiche che a quattro lo rendono più adatto di altri. Non attira offerte importanti, dunque la conferma è probabile: si giocherà il posto a sinistra con Ahanor adattato, più difficilmente con Kolašinac. Probabilità di permanenza: 85%.
IL CASO PALESTRA - È lui il vero snodo dell'intera operazione. Marco Palestra resta centrale nel progetto fino a quando non si concretizzerà una pista di mercato definita. Il prestito al Cagliari ha fatto esplodere il classe 2005, e oggi resta il rammarico di non averlo trattenuto a Bergamo già la scorsa stagione, evitando di lasciarlo un altro anno in panchina come accadde con Gasperini. Il paradosso è evidente: Palestra farebbe molto comodo a questa Atalanta, ma vale anche tantissimo, e la sua cessione a cifre elevate genererebbe un tesoretto prezioso per rifondare buona parte della rosa. Resterebbe il rimpianto di non aver mai visto stabilmente in nerazzurro il ragazzo cresciuto a Zingonia, ma Cristiano Giuntoli ha già pronto il piano B: Nicolò Savona, profilo meno offensivo e più sarriano. Probabilità di permanenza: 35%.
BELLANOVA E BAKKER VERSO L'USCITA - Due profili sembrano invece fuori dal progetto. Raoul Bellanova è seguito da diversi club e una sua cessione è tutt'altro da escludere: dopo un primo anno discreto e un secondo negativo, il classe 2000 ha deluso e non pare il terzino ideale per un 4-3-3. Il problema è costruire l'operazione evitando una minusvalenza, dato che Tony D'Amico lo pagò 25 milioni due estati fa: oggi la Dea ne chiede almeno 15 pur di risolvere la questione e non doverlo confermare. Probabilità di permanenza: 30%. Più sfortunata la vicenda di Mitchel Bakker, classe 2000: mai considerato da Gasperini, la scorsa estate era a un passo dalla cessione a un club inglese prima della rottura del crociato che ne ha azzerato la stagione. Offensivo di natura, difficilmente troverà spazio con Sarri, e gli andrà cercata una sistemazione. Probabilità di permanenza: 20%.
AHANOR SI REINVENTA, ZALEWSKI CAMBIA RUOLO - Il nuovo modulo apre scenari inediti anche per chi resta. Honest Ahanor, nato laterale e diventato braccetto nel trio, con il 4-3-3 può tornare a fare il terzino sinistro, trovando una collocazione naturale ora che i braccetti non esistono più. Discorso opposto per Nicola Zalewski, che con ogni probabilità esce dalle rotazioni del ruolo di terzino per consegnarsi definitivamente a una posizione più avanzata. Lo scorso anno l'Atalanta disponeva sulle corsie di Zappacosta, Bellanova, Zalewski, Bernasconi e Bakker: nel quadro attuale ritrova Palestra e verosimilmente inserisce Ahanor al posto di Zalewski. L'ipotesi più probabile è tenere in rosa quattro terzini, due per fascia: a destra Zappacosta e Palestra (o il suo sostituto), a sinistra Ahanor e Bernasconi. Tutto, però, ruota attorno alla decisione su Palestra: se il gioiello sarà sacrificato, Savona è il primo della lista, eventualmente — ma non necessariamente — nell'ambito di un'operazione che coinvolga Bellanova.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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