La nuova Atalanta comincia ufficialmente dalla metà del pomeriggio di ieri. Raffaele Palladino non è più l'allenatore della Dea: il comunicato del club ha messo la parola fine a un rapporto che era già entrato in crisi da settimane, da quando la proprietà aveva deciso di voltare pagina prima con il direttore sportivo Tony D'Amico, poi con il tecnico napoletano. Al posto del ds degli ultimi quattro anni è già stato annunciato Cristiano Giuntoli; sulla panchina del primo squadra arriverà Maurizio Sarri, la cui firma è attesa entro il fine settimana, una volta definiti gli ultimi dettagli del contratto e della composizione dello staff.
PERCHÉ SI È ARRIVATI ALL'ESONERO - Le settimane trascorse tra la decisione e l'annuncio di ieri sono state occupate da un tentativo — rimasto senza esito — di trovare un accordo consensuale. La società aveva proposto a Palladino di rescindere il contratto, in essere fino al 30 giugno 2027, in maniera diplomatica. Dal fronte del tecnico non è mai arrivata un'apertura in tal senso, costringendo il club a procedere con l'esonero formale. Una situazione che pesa, considerando che l'Atalanta si troverà ancora con Ivan Juric sotto contratto fino al 30 giugno 2027, oltre al nuovo accordo che legherà Sarri alla Dea fino al 30 giugno 2029 — un triennale che il club ufficializzerà entro il weekend.
LA ROSA VISTA DA SARRI - Una volta che il Comandante avrà firmato, si entrerà nel vivo della pianificazione del mercato e del raduno. Il 4-3-3 sarriano rappresenta una svolta strutturale nella storia recente dell'Atalanta, ma il tecnico toscano considera la rosa di primo livello. Il lavoro principale riguarderà l'adattamento dei difensori alla linea a quattro: tra i sei centrali disponibili — Giorgio Scalvini, Odilon Kossounou, Berat Djimsiti, Isak Hien, Sead Kolašinac e Ahanor — uno, al massimo due, potrebbe essere ceduto. Ahanor, in particolare, è un profilo su cui lavorare anche come terzino sinistro, con Marco Bernasconi già pronto a coprire quel ruolo. Sulla fascia destra ci sono Davide Zappacosta, Raoul Bellanova e Marco Palestra: quest'ultimo, fin quando non si concretizzerà una pista di mercato concreta, viene considerato centrale nel progetto nerazzurro. In alternativa è pronta la candidatura di Nicolò Savona, ora al Nottingham Forest.
IL CENTROCAMPO DA COSTRUIRE - Con la partenza di Ederson verso il Manchester United e il rientro di Yunus Musah al Milan, e con il passaggio a una mediana a tre imposto dal sistema sarriano, il reparto centrale è quello che richiede gli interventi più significativi. Servirà un regista — figura che nell'ultimo decennio a Bergamo era diventata strutturalmente superflua — e almeno una mezzala di inserimento. Sotto traccia la dirigenza è già al lavoro. Un nome da valutare con attenzione è quello di Lazar Samardžić, che in un centrocampo a tre potrebbe trovare una collocazione inedita rispetto alle esperienze precedenti: su questo sarà lo stesso Sarri a mettere del suo.
L'ATTACCO, UN LUSSO - Se il centrocampo è il cantiere più urgente, in attacco la Dea può contare su materiale di altissimo livello. Gianluca Scamacca e Nikola Krstović presidiano il ruolo di centravanti, Charles De Ketelaere può agire da trequartista o spostarsi più avanti, Kamaldeen Sulemana e Nicola Zalewski garantiscono ampiezza sulle fasce con caratteristiche complementari, Giacomo Raspadori offre duttilità tattica preziosa. Il materiale c'è, e la qualità è quella alla quale l'Atalanta ci ha abituati negli ultimi anni. Il compito di Sarri sarà valorizzarla nel suo sistema senza disperdere nulla di ciò che è stato costruito.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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