Certe storie del calcio cominciano in luoghi dove nessuno le sta aspettando. Gennaio 2022, la Salernitana è virtualmente già in Serie B – lo pensa quasi tutta l'Italia, lo pensano anche in molti dentro Salerno –, e Walter Sabatini, con la sua consueta, testarda lucidità, va a pescare dal Corinthians un ragazzo di ventidue anni nato a Campo Grande, Mato Grosso do Sul, che fino a quel momento aveva giocato tra il Cruzeiro, il Fortaleza e i polmoni della Serie A brasiliana. Sei milioni e mezzo di euro – una cifra che in quel contesto sembrava già un azzardo – per portare Éderson José dos Santos Lourenço da Silva a Salerno. Sabatini dirà poi, raccontando quell'intuizione, che bastò una sola giocata a convincerlo: «Uno stop orientato in mezzo a due avversari, poi uno scatto verticale bruciante per arrivare primo sul pallone. Non mi esalta la normalità, voglio qualcosa di speciale, e in lui lo vidi». Quattro anni dopo, l'Atalanta cede quel centrocampista al Manchester United per 48 milioni di base più 5 di bonus. La storia è finita bene – meglio di quanto chiunque potesse immaginare, quel gennaio lì.

Gasperini lo forgia, Bergamo lo ama: le 180 presenze in nerazzurro. I Percassi fiutarono l'affare nell'estate del 2022, con la Salernitana che aveva appena compiuto la sua salvezza miracolosa – e Éderson ne era stato uno dei protagonisti principali, con 15 presenze, 2 gol e un assist nel girone di ritorno che aveva rimescolato le carte –, e lo acquistarono per circa 22,9 milioni di euro, incluso il cartellino di Matteo Lovato che andò in direzione granata. Non fu un investimento banale per quei tempi e per quella provenienza: prendere un centrocampista della Salernitana salvata all'ultima giornata, per una cifra del genere, richiedeva una certezza che all'esterno non era ancora condivisa da tutti. Ma l'Atalanta questa cosa la sa fare – lo sa fare da decenni –: vedere ciò che gli altri non vedono ancora, o non vogliono vedere. Quattro stagioni dopo, il bilancio è quello di 180 presenze totali in nerazzurro – tra Serie A, Champions League, Europa League, Coppa Italia e Conference –, con 16 gol e 6 assist all'attivo in tutte le competizioni. Il primo gol lo segnò il 15 gennaio 2023, in un pirotecnico 8-2 contro la sua ex Salernitana. Il primo gol in Champions League arrivò il 29 gennaio 2025, in una rimonta sul campo del Barcellona che finì 2-2. In mezzo, la stagione più bella di tutte: il 2023-24, quello dell'Europa League vinta a Dublino sul Bayer Leverkusen con la tripletta di Ademola Lookman, competizione in cui Éderson fu uno degli assoluti protagonisti della cavalcata. Gasperini – che di centrocampisti ne ha plasmati in quantità industriale, da Freuler a De Roon passando per Koopmeiners – lo prese per le mani e lo rifece da capo: tattica, posizionamento, recovery palla, disciplina di reparto. «Gasperini lo ha letteralmente forgiato», dirà ancora Sabatini, rivendicando la propria intuizione originaria con la soddisfazione di chi aveva visto giusto ma riconoscendo il lavoro di chi aveva trasformato la materia grezza in oro.

La plusvalenza da manuale e la tradizione che non si spezza. La stagione che chiude il cerchio – la 2025-26, quella di Palladino subentrato a Juric e di una qualificazione alla Conference League portata a casa con le unghie – non è stata la sua migliore. 41 presenze, 3 gol e 2 assist: numeri onesti ma non rutilanti, in una stagione dove anche il sistema di gioco non lo ha sempre valorizzato al meglio. Aveva già comunicato la volontà di non rinnovare il contratto in scadenza nel 2027, il che – nella logica dell'Atalanta – significava una cosa sola: vendere adesso, al massimo, prima che il prezzo scendesse insieme alla distanza dall'accordo. Il Manchester United di Michael Carrick, qualificato per la prossima Champions League e alla ricerca di un perno su cui ricostruire il centrocampo dopo l'era Casemiro, era da mesi in cima alla lista degli interessati, aveva già sorpassato l'Atletico Madrid in primavera, e ha chiuso l'operazione su cifre che fanno capire bene quanto il lavoro di Bergamo abbia valorizzato il giocatore: 22,9 milioni pagati nell'estate del 2022, oltre 50 milioni incassati nell'estate del 2026. Una plusvalenza da manuale, superiore al doppio del prezzo d'acquisto – e in quattro anni di utilizzo pieno, non ceduto dopo uno o due anni come in certi modelli di trading puro. L'Atalanta lo ha fatto giocare, lo ha fatto crescere, lo ha fatto diventare uno dei migliori centrocampisti della Serie A e poi – al momento giusto, non un giorno prima né uno dopo – lo ha ceduto al meglio. Questa è la differenza tra un modello e un'improvvisazione.

Grazie, numero 13. Rimane, nel momento del saluto, la sensazione di avere visto qualcosa di raro. Un ragazzo arrivato a Salerno quasi di nascosto, comprato per una cifra che sembrava già coraggiosa in quel contesto di salvezza disperata, trasformato a Bergamo in un centrocampista europeo completo, capace di reggere il peso di una Champions League da protagonista e di firmare la propria firma su una delle stagioni più belle della storia recente del club. I Percassi non si sono sbagliati nell'estate del 2022. Gasperini non si è sbagliato nel plasmarlo. E Sabatini – che pure con l'Atalanta non ha mai avuto niente a che fare – aveva semplicemente visto per primo quello che tutti avrebbero visto dopo. Adesso Éderson va a Manchester, sotto la pioggia della Premier League, a dimostrare di valere quel numero che ha sulla schiena. Noi lo guarderemo da lontano, orgogliosi di aver fatto la nostra parte.

Buona fortuna Ederson! Bergamo ti ha voluto bene e te ne vorrà sempre...

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 27 maggio 2026 alle 17:40 / Fonte: Lorenzo Casalino
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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