All’Allianz Stadium l’Atalanta ha frenato la Juventus sull’1-1, confermando ancora una volta la propria solidità e la capacità di soffrire nei momenti difficili. Ivan Juric, tecnico nerazzurro, ha commentato a DAZN con lucidità il pareggio di Torino, sottolineando i progressi della squadra e l’impatto decisivo dei giovani, con uno sguardo già rivolto alla Champions League. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com
Nei primi venti minuti la Juventus ha spinto molto, poi siete cresciuti. Che partita ha visto dalla panchina?
«I bianconeri hanno iniziato meglio, soprattutto sulle seconde palle e con tanti calci d’angolo. Non hanno creato occasioni nitide, ma ci hanno tenuti bassi. Dopo il nostro gol, invece, abbiamo avuto diverse chance per chiuderla con Krstovic, Bellanova e Sulemana: occasioni che potevano essere sfruttate meglio. Non ho mai avuto la sensazione che potessimo subire, invece è arrivato quel gol su un nostro errore. Rimane però grande soddisfazione per lo spirito e per la prova dei giovani».
Dopo questo pareggio, l’Atalanta sembra più consapevole e in crescita. È d’accordo?
«Sì, lo penso dall’inizio della stagione. Ci mancano due punti con il Pisa, dove avevamo creato tantissimo, altrimenti il percorso sarebbe perfetto. Oggi, con tanti assenti, ho visto prestazioni importanti, come quella di Honest Ahanor, ma anche di altri ragazzi che stanno rispondendo alla grande. Siamo soddisfatti e da subito iniziamo a pensare al Bruges, con la voglia di riscattarci rispetto all’anno scorso».
Ahanor, 17 anni, ha giocato una partita da veterano. Che impressione le ha fatto?
«Mi ha colpito tantissimo in questi mesi. È sveglio, ha grande voglia di lavorare e di imparare. Già l’anno scorso al Genoa aveva assaggiato la Serie A, ma qui sta dimostrando maturità incredibile per la sua età. Ha fisicità, intelligenza e carattere: deve restare lucido e continuare così. Non ho dubbi che crescerà ancora molto».
E Sulemana? Stasera non solo gol, ma anche strappi e generosità.
«L’ho trovato a Southampton praticamente fuori squadra, ma sapevo che aveva margini enormi. Ha velocità, tecnica, tiro, senso tattico. Deve migliorare nella finalizzazione e nelle scelte negli ultimi metri, ma è un giocatore che fa anche benissimo la fase difensiva. È affidabile in ogni situazione e sono sicuro che diventerà sempre più determinante».
A livello personale, qualcuno l’aveva già dato per finito dopo l’esperienza a Roma. Si sente di essersi preso una rivincita?
«Il calcio funziona così: si giudica in fretta. Io credo di aver fatto molto bene per anni, poi ho vissuto stagioni complicate ma ricche di esperienza, dalla Premier League a Roma. Non è stato semplice, ma mi sento più forte e più preparato rispetto a quando ho lasciato Torino due anni fa. Oggi voglio divertirmi, allenare bene i miei ragazzi e costruire qualcosa di importante».
Juric esce dall’Allianz Stadium con un punto prezioso e con la certezza di avere tra le mani un’Atalanta che cresce, trainata da giovani talenti come Sulemana e Ahanor. Il pari di Torino non è solo un risultato, ma un segnale di maturità e ambizione in vista del prossimo, cruciale impegno europeo contro il Bruges.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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