La famiglia Percassi lavora e investe da anni con un obiettivo chiaro e ambizioso: allungare e allargare costantemente gli orizzonti sportivi dell'Atalanta. Invece che infeltrirsi, il club è abituato ad ampliarsi nel pieno rispetto delle proprie solide radici bergamasche, arrivando a dominare il palcoscenico nazionale con una continuità impressionante e un'agenda fittissima di impegni cruciali.

L'entusiasmo di Palladino - Non c'è dunque da stupirsi se anche in questa stagione la Dea si ritrova nel cuore del mese più denso di impegni. Un tour de force che Raffaele Palladino affronta con il sorriso e grande maturità, come spiegato al termine della semifinale d'andata di Coppa Italia contro la Lazio: «Mi godo questo momento ed è bello giocare in tre competizioni. Ho sentito qualche collega lamentarsi, io invece sono felice di giocare più partite. Sto dando tutto per questa società, è una grande occasione per me. Fino a qualche mese fa ero a casa che studiavo. La società è sempre presente, dal presidente Antonio Percassi all'ad Luca Percassi passando per il ds Tony D'Amico. Lavoriamo in una grande famiglia».

Numeri da primato - Esserci è sostanza, e l'Atalanta è già certa di finire la stagione con almeno 54 partite all'attivo. In questo momento in Italia solo il Bologna può contare lo stesso numero di gare assicurate, mentre l'Inter insegue a 53. Un conteggio che esclude il Mondiale per Club, ma che potrebbe clamorosamente lievitare: l'eventuale finale di Coppa Italia porterebbe il totale a 55 gare, senza considerare il cammino in Champions che offrirebbe altri 5 impegni in caso di approdo all'ultimo atto, toccando la sbalorditiva quota di 60 partite complessive.

Unica superstite in Italia - Se non si ha a disposizione una rosa di assoluta qualità e quantità - spiega La Gazzetta dello Sport -, non si arriva a marzo con tre obiettivi ancora aperti. Nel panorama nazionale, la Dea è rimasta l'unica: l'Inter è fuori dall'Europa, il Milan ha salutato presto la coppa nazionale, il Napoli e la Roma sono state eliminate dai rispettivi impegni, così come il Bologna. Anche il sorprendente Como è in corsa su due fronti, ma non su tre come i bergamaschi.

La maratona e l'emergenza infortuni - La stagione nerazzurra sembra non finire mai. Oggi è già vigilia della sfida contro l'Udinese, in programma domani alle 18. Dal triplice fischio di Roma a quello che sancirà l'avvio della gara ai friulani saranno trascorse circa 67 ore. Tra il match di campionato e l'andata contro il Bayern Monaco ne passeranno appena 73. Palladino sta gestendo questa maratona facendo i conti con la sfortuna: mancano Ederson, Charles De Ketelaere e Giacomo Raspadori. A loro si aggiungerà Giorgio Scalvini, che dopo la forte contusione rimediata mercoledì approfitterà per riposare domani e scontare la giornata di squalifica martedì in Champions per recuperare appieno la condizione.

Il tesoro della panchina - Se l'Atalanta è arrivata fin qui con questo slancio, il merito è anche e soprattutto della profondità della rosa. L'iniezione di energia dei subentrati ha portato in dote ben 15 reti in tutte le competizioni: nessuno possiede un serbatoio così letale in Italia. Il simbolo assoluto di questa statistica è Yunus Musah: a Reggio Emilia e a Roma è subentrato segnando due gol pesantissimi. Con così poco tempo di recupero tra una gara e l'altra, lo statunitense è destinato a diventare l'innesto fondamentale per gestire le rotazioni, a partire già dal fischio d'inizio di domani.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 06 marzo 2026 alle 08:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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