Un pareggio che lascia l'amaro in bocca ma che tiene tutto aperto in vista del ritorno. Al termine del 2-2 dell'Olimpico, l'allenatore della squadra di casa Maurizio Sarri analizza la prestazione dei suoi ragazzi, capaci di andare due volte in vantaggio prima di subire le caparbie rimonte nerazzurre. Il mister sottolinea le oggettive difficoltà ambientali e numeriche affrontate durante la stagione, ma elogia l'applicazione tattica del gruppo, capace di mettere in difficoltà la retroguardia orobica sfruttando le ripartenze. Resta il grande rimpianto per un pubblico assente che, a detta del tecnico, avrebbe potuto spingere la squadra verso la vittoria finale. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister, immagino che la squadra sia piena di rammarico per questa rimonta subìta per due volte dagli avversari.
«Allora, siamo soddisfatti per la prestazione perché in un momento che sembrava difficile abbiamo fatto una gara ad alto livello contro una squadra forte. Siamo un po' rammaricati per il risultato, però tanto a Bergamo ci sarebbe stato da lottare e soffrire anche con un gol di vantaggio. Siamo pienamente dentro la partita e quindi andremo là a giocarci la qualificazione. Se facciamo una prestazione come stasera lo possiamo anche fare».

È ancora più prezioso questo primo passo considerando l'anno zero, il vuoto dell'Olimpico, la classifica complessa e i tanti infortuni?
«La classifica è figlia di un periodo e di un'annata in cui abbiamo sofferto l'assenza di tantissimi giocatori. È chiaro che bisogna diventare competitivi con più continuità, sperando che alla fine i giocatori siano quasi tutti a disposizione. Abbiamo fatto cinque o sei mesi con sei o sette elementi in meno».

Credo fosse preparato il fatto che Maldini venisse incontro portandosi fuori i difensori per favorire l'inserimento di Dele-Bashiru. Dalla parte di Taylor glielo chiedevi meno?
«Per quanto riguarda Dele-Bashiru e Taylor era un discorso puramente di caratteristiche. Dele-Bashiru è uno che quando riesce a lanciarsi tocca i 35-36 all'ora, quindi può mettere in difficoltà su una corsa di 30-40 metri chiunque. Taylor è un palleggiatore ma ha molta meno gamba, quindi gli ingressi erano preparati principalmente da quella parte. Anche perché era Kolasinac che rompeva spesso su di lui e tirando fuori anche Hien, cioè il difensore centrale, quello spazio lì si ampliava. Taylor lo fa meno per caratteristiche».

Come si isola la squadra dal fattore ambientale e dalle tensioni legate allo stadio vuoto?
«Ma sai, la squadra purtroppo si sta addirittura abituando a questo tipo di situazione dentro lo stadio. È bruttissimo perché è una situazione veramente triste. E anche stasera ci rimane la forte sensazione che se ci fossero stati 45.000 spettatori si poteva portare il risultato in fondo».

Stai facendo un'annata importante con una squadra applicata ma che ha delle difficoltà. Dove vorresti che questo gruppo migliorasse per trovare maggiore continuità?
«Per avere più continuità bisognerebbe avere una batteria di attaccanti che ci garantissero più gol. Purtroppo in questa stagione, per motivazioni varie, siamo stati latenti su questo, e quindi a volte ci basta un minimo errore per non capitalizzare una prestazione. A livello di prestazioni è chiaro che la continuità un po' ci manca, ma ci manca anche perché in certi momenti ci siamo trovati veramente in difficoltà numerica e in certi ruoli. Quindi è una rosa di giocatori un po' da riequilibrare, secondo me».

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Sezione: Interviste / Data: Mer 04 marzo 2026 alle 23:37
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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