Yunus Musah è uscito improvvisamente dall'ombra per prendersi con prepotenza le luci della ribalta. Nel momento di massima stanchezza per l'Atalanta, il centrocampista americano si è trasformato nell'eroe inaspettato di Palladino, rivelandosi una preziosissima iniezione di benzina per un gruppo stremato dal tour de force e alla disperata ricerca di ossigeno per affrontare la decisiva volata di primavera.

IL RISVEGLIO DEL BOMBER E LA ZONA CESARINI - Due squilli consecutivi nel giro di appena quattro giorni hanno spazzato via un lungo periodo di anonimato. Se la prima rete, arrivata domenica all'88' contro il Sassuolo, non era servita a evitare il ko, la spaccata vincente siglata ieri all'Olimpico contro la Lazio all'89' ha un peso specifico monumentale. È proprio grazie all'insospettabile vena realizzativa del newyorkese se la compagine orobica torna imbattuta dalla Capitale, mantenendo intatte le chance di conquistare la finalissima di Coppa Italia. L'ex meteora si è scoperta letale proprio quando il pallone scotta di più.

LA FINE DI UN LUNGO TABÙ - Le statistiche rendono l'exploit ancora più clamoroso - scrive L'Eco di Bergamo -. Prima della gara contro gli emiliani, Musah non assaporava la gioia del gol da ben quattro anni e non aveva mai timbrato il cartellino dal suo arrivo nel Belpaese. Durante l'intero biennio vissuto con la maglia del Milan era rimasto a secco, e per ritrovare una sua marcatura bisognava riavvolgere il nastro fino ai tempi della Liga spagnola, quando difendeva i colori del Valencia. Ora, il blocco si è improvvisamente dissolto, regalando a Palladino un'arma tattica totalmente inedita.

L'EMERGENZA IN MEDIANA E L'INTUIZIONE TATTICA - La rinascita dell'americano arriva con un tempismo perfetto. Le energie a Zingonia sono ridotte al lumicino: lo stop fisico di Ederson ha costretto i soliti de Roon e Pasalic a tirare ininterrottamente la carretta. Ieri sera, accortosi della profonda riserva intaccata dal capitano olandese, Palladino ha gettato nella mischia Musah al 64'. Una mossa provvidenziale: il classe 2002 ha preso rapidamente le misure del centrocampo, compensando qualche inevitabile sbavatura tattica con uno strapotere fisico e atletico che lo ha portato a piazzare la stoccata del definitivo pareggio.

I NUMERI DI UN COMPRIMARIO IN CERCA DI RISCATTO - Fino a questo momento, la sua stagione era stata quella di un attore non protagonista. In una rosa corta da ventiquattro elementi, lo statunitense era il giocatore di movimento meno impiegato in assoluto, con un misero bottino di 723 minuti giocati e appena tre presenze dal primo minuto (una a Parigi sotto la gestione Juric, due con Palladino contro l'Union Saint-Gilloise e, fuori ruolo, contro il Pisa). Relegato a raccogliere le briciole dietro ai titolarissimi, esattamente come accaduto in passato a profili come Adopo o Sulemana ai tempi di Gasp, ora la prospettiva è drasticamente cambiata. Con Brescianini ceduto a gennaio e l'infermeria affollata, lo spazio per incidere si è dilatato a dismisura.

Gli inserimenti furente di Musah, capaci di scompaginare le difese avversarie sia partendo dalla mediana che agendo sulla trequarti, stanno ridando un senso alla sua avventura bergamasca. L'Atalanta vanta un diritto di riscatto fissato a cifre altissime, finora considerato inavvicinabile. Ma se l'americano dovesse continuare a sparigliare le carte con questa prepotenza, persino i calcoli di mercato potrebbero subire un clamoroso ribaltone.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 05 marzo 2026 alle 07:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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