Il destino iridato dell'Italia passa inesorabilmente dai piedi e dal fiuto del gol di Mateo Retegui. A pochi mesi dal cruciale dentro o fuori dei playoff che valgono l'accesso ai Mondiali estivi, la Nazionale si interroga sullo stato di salute del suo centravanti principe, emigrato in estate verso le ricche ma calcisticamente meno probanti sponde della Saudi Pro League.

IL RUOLINO DI MARCIA NEL DESERTO - L'addio all'Atalanta, consumatosi dopo un'annata trionfale chiusa con la conquista dello scettro di capocannoniere assoluto della Serie A, lo ha proiettato nella nuova e munifica realtà dell'Al Qadsiah. Analizzando a fondo il suo percorso in Medio Oriente, il bilancio del classe 1999 appare certamente positivo, ma privo di quella spietata continuità che ci si aspetterebbe da un bomber della sua caratura in un campionato non annoverabile tra i top 5 al mondo. Finora, l'attaccante ha messo a referto sedici centri e un singolo assist in ventisei apparizioni complessive, restando in campo per 2.233 minuti. Una media realizzativa che si traduce in un gol siglato ogni centoquaranta giri d'orologio.

IL PESO DEI GOL E IL CAMMINO DI SQUADRA - Scendendo nel dettaglio statistico delle varie competizioni, tredici reti sono maturate nel corso delle ventitré sfide di campionato disputate, mentre le restanti tre marcature sono state messe a segno nei due gettoni di King's Cup. L'unica sbavatura totale si registra in Saudi Super Cup, dove nell'unica presenza stagionale non è riuscito a lasciare il segno. Un bottino personale che sta comunque fornendo un contributo essenziale all'ottimo cammino della sua formazione, attualmente issata a un lusinghiero quarto posto in classifica generale.

IL CONFRONTO IMPIETOSO CON CR7 E I RIVALI - Il vero spunto di riflessione, però, emerge scorrendo la graduatoria dei cecchini del torneo saudita, dove l'italo-argentino si deve accontentare solamente della sesta piazza. A fare rumore è soprattutto il clamoroso divario con Cristiano Ronaldo: il fuoriclasse lusitano, dall'alto delle sue quarantuno primavere, ha già gonfiato la rete ben otto volte in più rispetto al ventiseienne azzurro. Davanti a Retegui dettano legge anche profili come Toney, Quinones, Roger Martinez e King, mentre a fargli compagnia a pari merito ci sono vecchie e nuove conoscenze del calcio europeo e sudamericano come Joao Felix, Carrasco e Ramiro Enrique.

Numeri che necessitano obbligatoriamente di essere contestualizzati, ma che accendono più di un riflettore a Coverciano. Rino Gattuso incrocia le dita e osserva attento: per strappare il pass mondiale, servirà la versione più letale e affamata del centravanti, quella capace di incantare Bergamo e trascinare un intero Paese.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Mer 04 marzo 2026 alle 18:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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