Il clima di tempesta che avvolge l'ambiente capitolino non deve in alcun modo distrarre la squadra dal grande traguardo sportivo. A pochi minuti dal fischio d'inizio dell'attesissima semifinale di andata contro l'Atalanta, il direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani ha preso la parola ai microfoni di Mediaset per tracciare la rotta e provare a isolare il gruppo dalle pesanti turbolenze esterne.

IL RAMMARICO PER IL DESERTO E L'APPELLO - Il tema più caldo e visibile è senza dubbio la desolante cornice di pubblico che farà da sfondo al match del Foro Italico. La spaccatura tra la piazza e la dirigenza è ormai totale, ma il dirigente sceglie la via della diplomazia per commentare il rigido sciopero del tifo: «Non è mia intenzione addentrarmi nel merito di questa delicata questione, nutro profondo rispetto per le posizioni di tutti. Tuttavia, credo che in questi momenti serva soprattutto tanto buon senso, ed è l'augurio sincero che rivolgo all'intero ambiente. Il dispiacere è innegabile, in una serata di gala come questa ci sarebbe tanto piaciuto ammirare lo stadio gremito in ogni ordine di posto».

L'ORGOGLIO PER IL CAMMINO E L'OSTACOLO NERAZZURRO - Messe da parte le questioni ambientali, l'attenzione si sposta forzatamente sul rettangolo verde. Il monito alla squadra è chiarissimo: guai a sottovalutare l'importanza dell'evento contro una corazzata rodata come l'Atalanta. Fabiani ci tiene a rivendicare con forza il percorso netto compiuto dai suoi ragazzi per arrivare fino a questo snodo cruciale della competizione: «Ormai non c'è più nulla di nuovo da scoprire o da inventare, dobbiamo semplicemente scendere in campo. I giocatori sono perfettamente consapevoli dell'importanza capitale di questa sfida per tutti noi. Raggiungere una semifinale non è mai un traguardo banale o scontato, specialmente se consideriamo che questo gruppo è stato capace di eliminare lungo il tragitto le due formazioni che si erano contese la finalissima nella passata edizione».

LO SCUDO SUL CASO INTERCETTAZIONI - L'inevitabile passaggio finale riguarda le recenti e spinose vicende extracalcistiche che hanno coinvolto il patron Claudio Lotito, finito nuovamente al centro dell'attenzione mediatica per alcune intercettazioni. Un argomento che il direttore sportivo liquida con estrema fermezza e rapidità, erigendo un solido muro a protezione della serenità dello spogliatoio: «Sinceramente preferisco non entrare nel merito di queste intercettazioni, stiamo parlando di cose che reputo decisamente più serie e che esulano da questa serata. Il nostro unico e solo dovere, in questo momento storico, è quello di onorare fino all'ultimo istante i nostri impegni, in Coppa così come in campionato».

Un tentativo estremo e necessario di compattare i ranghi mentre la nave biancoceleste naviga in acque decisamente agitate. Per la squadra bergamasca, l'occasione di approfittare di questo nervosismo latente e colpire nel momento di massima vulnerabilità emotiva e ambientale degli avversari è davvero troppo ghiotta per lasciarsela sfuggire.

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Sezione: L'avversario / Data: Mer 04 marzo 2026 alle 20:51
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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