C'è un filo sottile e amaro che lega Bergamo alla Ruhr, un intreccio di mercato che riemerge prepotentemente sotto le luci abbaglianti della Bundesliga. Il talento cristallino di Inacio, sbocciato prematuramente in Germania, riapre una ferita mai del tutto rimarginata in casa atalantina, confermando le straordinarie doti di un ragazzo destinato a calcare i palcoscenici assoluti del calcio europeo.

L'ESORDIO E L'INCORONAZIONE - A soli diciassette anni, assaggiare il prato in un match titanico contro il Bayern Monaco non è roba da tutti. Il classe 2008 Samuele Inacio ha bagnato il suo debutto nel massimo campionato tedesco attirando su di sé i riflettori internazionali e incassando le lodi sperticate del suo attuale allenatore. Sulle colonne di Kicker, Niko Kovac non ha usato mezzi termini per descrivere l'impatto del giovanissimo centrocampista: «Alla sua età riesce a percepire geometrie e dinamiche in campo che sfuggono persino a professionisti fatti e finiti di trent'anni. Siamo entusiasti del suo esordio contro un avversario del genere».

LO SGARBO E L'IRA DELLA DEA - L'esplosione del ragazzo, tuttavia, ha il sapore agrodolce della beffa per l'Atalanta. Due anni fa, il Borussia Dortmund operò un vero e proprio blitz di mercato, strappando il talento al fiorente vivaio orobico. Un'operazione mai digerita dalla dirigenza bergamasca, che l'ha vissuta come un autentico sgarbo istituzionale. Non a caso, in occasione del recente doppio incrocio europeo tra i due club, i vertici nerazzurri hanno disertato in tronco il tradizionale pranzo ufficiale Uefa, etichettando il comportamento dei tedeschi come una totale e inaccettabile mancanza di rispetto.

TRA AZZURRO E FANTASIA - Rimpianti a parte, il percorso di Inacio sembra ormai tracciato. Kovac si coccola il suo gioiello, definendolo un patrimonio inestimabile non solo per il club giallonero, ma anche per le future sorti della Nazionale italiana. Il tecnico croato ha le idee chiarissime anche sulla collocazione tattica del suo pupillo: «Da voi in Italia lo chiamereste semplicemente fantasista. Ha una creatività straripante: lo vedo perfetto come classico numero dieci, ma ha le qualità fisiche e tecniche per agire abilmente anche da otto puro in mezzo al campo».

Il calcio moderno, purtroppo, è anche questo: una giungla spietata dove le grandi potenze europee non esitano a razziare i settori giovanili altrui. E mentre a Dortmund si sfregano le mani per aver pescato un potenziale fuoriclasse, a Zingonia resta l'amaro in bocca per un diamante sgrezzato in casa ma destinato a brillare lontano da Bergamo.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Mer 04 marzo 2026 alle 18:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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