CARNESECCHI, voto 6,5
Incolpevole sul sigillo ravvicinato di Dele-Bashiru, si riscatta con un riflesso felino che nega a Taylor la rete del potenziale colpo del ko. Una parata che tiene a galla la Dea nel momento di massima sbandata, confermando una reattività tra i pali da primo della classe. Felino.
SCALVINI, voto 6
Per sessanta minuti è l'assoluto padrone della propria zona di competenza, annullando sistematicamente le velleità di Zaccagni con anticipi perentori. Alla proverbiale solidità difensiva abbina la consueta eleganza in fase di prima costruzione. È costretto ad alzare bandiera bianca per un fastidio al ginocchio che priva la retroguardia del suo leader. Dominante.
dal 64’ KOSSOUNOU, voto 6
Subentra in una fase complessa e, pur non trasmettendo l'invalicabile sicurezza di chi l'ha preceduto, sbriga la pratica senza commettere sbavature fatali. Diligente.
HIEN, voto 5,5
Ingaggia un duello prettamente fisico e spigoloso con l'ex compagno Maldini, facendo valere i muscoli con la solita irruenza. Macchia però una prestazione altrimenti coriacea con un'unica, letale disattenzione tattica in occasione dell'azione che sblocca l'incontro. Un errore di lettura che pesa come un macigno sull'economia della gara. Ruvido.
KOLASINAC, voto 5,5
Tradito da un eccesso di foga agonistica. La sua sortita avventata nel tentativo di aggredire Dele-Bashiru spalanca una voragine incolmabile nel pacchetto arretrato, un errore concettuale che il centrocampista biancoceleste punisce senza pietà. Una sbavatura di posizionamento insolita per un difensore della sua stazza ed esperienza. Scomposto.
dal 76’ AHANOR, SV
ZAPPACOSTA, voto 7
Un pendolino inesauribile sulla corsia di destra. Costringe Tavares a una serata di profonda sofferenza, aggredendo lo spazio con continuità disarmante. Sfortunato protagonista in avvio, quando un fuorigioco vanifica un suo cioccolatino mancino, fa tremare la porta capitolina con un tracciante destro che si stampa clamorosamente sulla traversa. Spina.
DE ROON, voto 5,5
Il cuore della mediana nerazzurra batte a ritmi insolitamente bassi. Patisce maledettamente l'esuberanza e la rapidità dei palleggiatori laziali, finendo ben presto fuori giri. Rimedia un'ammonizione precoce che gli toglie aggressività e lo costringe a giocare con il freno a mano tirato fino al momento della sostituzione. Inibito.
dal 64’ MUSAH, voto 7
L'uomo della provvidenza. Dopo un lungo digiuno in terra italiana, ci prende improvvisamente gusto e firma la seconda rete vitale in pochi giorni. Il suo inserimento a fari spenti regala un pareggio d'oro nel finale. Salvifico.
PASALIC, voto 5,5
Lo specialista delle notti di Coppa non tradisce l'appuntamento col tabellino, confermando un fiuto del gol da vero centravanti. L'illusione della rete, tuttavia, viene bruscamente cancellata da un inopinato e sanguinoso errore in fase di palleggio, una leggerezza tecnica che spiana la strada all'incursione di Dia. Croce e delizia della trequarti orobica. Bifronte.
BERNASCONI, voto 6,5
Asfalta la corsia mancina con una prova di grande spessore e intelligenza tattica. Cancella letteralmente Isaksen dal campo, blindando la fase difensiva, per poi proporsi con un sinistro sempre velenoso. Da una sua pennellata nasce un asse esterno-esterno che fa vibrare la traversa, rievocando i fasti dei tempi d'oro nerazzurri. Padrone.
SAMARDZIC, voto 6
Trascorre una prima frazione avulso dalla manovra, ingabbiato dalle maglie strette del centrocampo avversario. Nella ripresa si accende a sprazzi, sfruttando le praterie concesse per calibrare un mancino insidioso che Provedel respinge malamente, propiziando così il momentaneo pareggio. Una prestazione vissuta a intermittenza. Atratti.
dal 76’ SULEMANA, voto 6,5
L'arma tattica a sorpresa di Palladino. Entra con il sangue agli occhi, si divincola dalla morsa di Marusic con caparbietà e confeziona l'assist al bacio che Musah deve solo depositare in rete. Elettrico.
ZALEWSKI, voto 5,5
Sente forse il peso emotivo della stracittadina capitolina e non riesce a esprimere la consueta verve offensiva. Si scontra ripetutamente contro l'attenta guardia di Gila, che ne disinnesca ogni velleità di dribbling e affondo. Un serata vissuto con il freno a mano tirato, senza mai trovare lo spunto per accendere la manovra. Opaco.
KRSTOVIC, voto 6
L'illusione di una serata magica dura lo spazio di un urlo strozzato: una pregevole torsione vincente viene annullata per questione di centimetri. Da quel momento, si spegne la luce. Scompare letteralmente dai radar della partita, inghiottito dalle maglie dei centrali biancocelesti senza mai riuscire a fare da sponda o a guadagnare profondità. Eclissato.
dal 86’ SCAMACCA, SV
ALL. PALLADINO, voto 6
L'Atalanta palesa ancora scorie fisiche e mentali figlie delle fatiche europee, faticando a imporre i propri ritmi abituali. Tuttavia, rispetto al clamoroso passo falso incassato col Sassuolo, la squadra dimostra un encomiabile spirito di sopravvivenza, aggrappandosi alla partita fino all'ultimo respiro. Legge bene le pieghe del match e indovina i cambi, mandando in campo Sulemana e Musah che confezionano a quattro minuti dalla fine il pareggio vitale per mantenere aperti i giochi in vista del ritorno. Pragmatico.
© Riproduzione Riservata
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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