Il muro britannico resiste all'assalto: a Bergamo l'Italia sbatte contro l'Irlanda del Nord nel primo tempo

La prima frazione di gioco si chiude senza reti e con un briciolo di palpabile frustrazione per la Nazionale guidata da Gennaro Gattuso. Sul perfetto prato della New Balance Arena, l'Italia non è ancora riuscita a infrangere le solide barricate erette dall'Irlanda del Nord, chiudendo i primi quarantacinque minuti di questo fondamentale spareggio iridato su un insidioso pareggio a reti bianche. Nonostante il pallino del gioco sia rimasto costantemente tra i piedi degli Azzurri, il fortino britannico ha retto l'urto con estrema fisicità, incanalando il match esattamente sui binari lenti e spigolosi tanto temuti alla vigilia.

LE SCELTE INIZIALI E L'ASSEDIO STERILE - Il commissario tecnico ha varato la miglior formazione possibile, tirando un provvidenziale sospiro di sollievo per il recupero a pieno regime di Alessandro Bastoni, schierato nel cuore del terzetto difensivo completato da Gianluca Mancini e Riccardo Calafiori. Sulle corsie del centrocampo a cinque spingono i polmoni di Matteo Politano e Federico Dimarco, mentre il peso dell'attacco è stato caricato interamente sulle spalle del tandem composto da Moise Kean e Mateo Retegui. Il copione tattico si è delineato in maniera cristallina fin dalle primissime battute: i padroni di casa a dettare i ritmi, mentre gli ospiti si sono rintanati in un ermetico 5-4-1. La prima vera fiammata si è registrata al sesto minuto, quando un velenoso mancino del laterale interista ha scaldato i guantoni del giovane portiere Pierce Charles, ma Retegui non è stato sufficientemente rapace nell'avventarsi sulla corta respinta per ribadire in rete.

IL CATENACCIO BRITANNICO E LO SPAVENTO - La truppa di Michael O'Neill ha interpretato il confronto in maniera spigolosa e pragmatica, ergendo un muro difensivo che persino la brillante Atalanta di Raffaele Palladino faticherebbe ad aggirare sul campo di casa. I britannici si sono affidati a una ferrea aggressività e alla sistematica ricerca del lancio lungo, con l'evidente scopo di innescare mischie furibonde nell'area presidiata da Gianluigi Donnarumma attraverso continui spioventi. Un atteggiamento attendista che, al ventunesimo minuto, ha rischiato di produrre la più classica e beffarda delle docce gelate: Ethan Galbraith, l'elemento di maggior tasso tecnico tra le file d'Oltremanica, si è incuneato per vie centrali scoccando una conclusione dal limite che, seppur deviata, è terminata docilmente tra le braccia del nostro capitano.

L'ACCELERAZIONE FINALE E L'IMPERATIVO DELLA RIPRESA - Dopo una decina di minuti vissuti a ritmi eccessivamente blandi e compassati, l'undici azzurro ha provato a rialzare i giri del motore superata la mezz'ora di gioco. I calci d'angolo si sono rivelati l'arma più insidiosa per tentare di minare la resistenza nordirlandese. Al trentaquattresimo, un perentorio stacco aereo di Bastoni ha trovato la provvidenziale deviazione di Brodie Spencer a negare la gioia del vantaggio. Pochi giri di lancette più tardi, Kean ha liberato il destro dal limite dell'area senza però inquadrare lo specchio della porta, imitato a ridosso del duplice fischio dallo stesso centrale difensivo, impreciso di testa su un delizioso corner pennellato da Dimarco. Negli spogliatoi servirà ritrovare brillantezza e lucidità: bisogna continuare a martellare la retroguardia avversaria senza farsi divorare dal panico e dalla frenesia, perché sbloccare questa sfida è l'unico modo per continuare a inseguire il sogno Mondiale.

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© foto di www.imagephotoagency.it
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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 21:37
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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