La trepidante attesa per la delicatissima sfida playoff che deciderà le sorti mondiali dell'Italia si accende con una clamorosa rivelazione legata al calciomercato del passato. Protagonista assoluto di questo aneddoto è l'indimenticato German Denis, che ha deciso di svelare un affascinante retroscena riguardante il centravanti azzurro Mateo Retegui, oggi terminale offensivo inamovibile della Nazionale e autore di una parabola ascendente che lo ha visto sfiorare l'orbita di Bergamo fin dai suoi primi passi nel calcio europeo.
IL CONSIGLIO ALLA DEA E IL SALTO DI QUALITÀ - Il "Tanque" ha dimostrato di avere un occhio clinico non indifferente per i talenti della sua terra d'origine, tanto da aver caldeggiato l'acquisto del giovane connazionale alla dirigenza orobica. – come svela nel corso di un'intervista concessa a Tuttosport – l'ex bomber ha ammesso candidamente: «Lo avevo consigliato all'Atalanta perché per me era l’attaccante giusto per Gian Piero Gasperini». Il destino, attraverso le tappe genovesi e l'affermazione definitiva, gli ha dato ampiamente ragione. «Ha dimostrato che non mi sbagliavo. La Serie A gli ha permesso di fare quel salto in avanti che gli serviva», ha sottolineato Denis, esaltando la fulminea capacità dell'attaccante di metabolizzare i segreti tattici e fisici di un campionato tremendamente esigente come quello italiano.
IL PROTOTIPO DEL CENTRAVANTI MODERNO E LO SPIRITO DI SACRIFICIO - Analizzando il bagaglio tecnico del giocatore, le parole dell'ex attaccante si trasformano in una vera e propria radiografia. Per il sudamericano, il numero nove azzurro incarna l'identikit perfetto per scardinare le difese della Serie A, potendo contare su una forza fisica straripante e su un dominio incontrastato nel gioco aereo all'interno dei fatidici sedici metri. Oltre alle innate doti balistiche, a rubare l'occhio sono l'intelligenza nelle letture preventive e un encomiabile spirito di sacrificio: Retegui non si limita a stazionare pigramente in area, ma ama battagliare su tutto il fronte offensivo, rientrando con generosità per cucire la manovra nei momenti di maggiore pressione avversaria.
IL PARAGONE TRA BOMBER E LE SFUMATURE STILISTICHE - Inevitabile, tracciando il profilo di un simile rapace d'area, abbozzare un parallelismo diretto tra le due generazioni di bomber. Interrogato sulle somiglianze tecniche e fisiche, l'ex idolo atalantino non si è sottratto al confronto, ammettendo l'esistenza di profonde analogie ma marcando anche alcune sottili diversità nell'interpretazione del ruolo. «Io amavo partecipare maggiormente alla manovra e al fraseggio, lui è più un punto di riferimento puro nel cuore dell'area», ha analizzato con grande onestà intellettuale. Sfumature stilistiche che non cancellano la sensazione di trovarsi di fronte a due atleti tagliati della stessa identica stoffa.
In attesa di vederlo magari calcare da protagonista il prato della New Balance Arena in un futuro incrocio di campionato contro i ragazzi di Raffaele Palladino, l'investitura ufficiale di un maestro del gol suona come il viatico migliore per trascinare l'Italia verso il sogno americano.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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