In un ecosistema calcistico in perenne e rapida mutazione, la figura di Luigi De Siervo si staglia come quella di un timoniere fermamente deciso a ridisegnare i confini e le ambizioni del pallone tricolore. L'amministratore delegato della Lega Serie A rivendica con orgoglio il profondo processo di modernizzazione intrapreso nell'ultimo quinquennio, lanciando al contempo un monito severo e inequivocabile verso le istituzioni internazionali, accusate di cannibalizzare le risorse e soffocare le strategie espansionistiche dei campionati nazionali.

LA RIVOLUZIONE TECNOLOGICA DI LISSONE - Il salto di qualità del prodotto televisivo passa inevitabilmente per un controllo totale del centro nevralgico della produzione. – come confida nell'intervista a Rivista Undici – il manager sottolinea come l'abbandono delle esternalizzazioni in favore di un team di professionisti interni abbia permesso di investire massicciamente nell'International Broadcasting Center di Lissone. «Oggi curiamo il processo produttivo e distributivo in tutte le fasi», ha spiegato orgogliosamente il dirigente, snocciolando i dettagli di un'evoluzione che spazia dall'uso di ottiche cinematografiche all'implementazione del fuorigioco semiautomatico. L'obiettivo dichiarato non ammette repliche: colmare il gap estetico e tecnico per posizionarsi agli inarrivabili livelli di eccellenza di Premier League e Liga.

LA CORSA A OSTACOLI VERSO EURO 2032 - Il vero tallone d'Achille del sistema Italia resta però la fatiscente situazione dell'impiantistica sportiva. Con l'imperativa scadenza dei Campionati Europei del 2032 all'orizzonte, la necessità di rinnovamento non tollera ulteriori ritardi. L'AD fa il punto sui cantieri aperti, citando i progetti miliardari di Milano, le ambizioni capitoline di Roma e Lazio, e i discorsi intavolati per Marassi e Firenze. In questo scenario di lenta e profonda trasformazione, l'Atalanta rappresenta un faro illuminante e un modello da esportare: la modernissima New Balance Arena è l'esempio tangibile di come un'infrastruttura all'avanguardia possa fungere da volano decisivo per emancipare i club dalla storica dipendenza dai diritti televisivi, incrementando esponenzialmente gli introiti commerciali grazie a visioni manageriali di respiro europeo.

IL VETO SUL MILAN E L'ACCUSA A FIFA E UEFA - Le velleità di esportare il brand calcistico italiano si scontrano duramente con i rigidi paletti della geopolitica del pallone - scrive gianlucadimarzio.com -. Il caso emblematico è rappresentato dalla mancata disputa del match tra Milan e Como in Australia, bloccato dal divieto imposto dalla Confederazione Asiatica (AFC). Un episodio che innesca la dura e tagliente riflessione del numero uno della Lega sulle ingerenze delle massime organizzazioni. Quest'ultime, agendo con una natura ibrida di enti regolatori e organizzatori di eventi, hanno saturato il calendario agonistico nell'ultimo ventennio. «Si sono poste come dirette concorrenti delle leghe nazionali, che sono tutte in crisi dal punto di vista dei ricavi», ha tuonato il manager, difendendo a spada tratta la scelta di disputare la Supercoppa oltre confine come strumento vitale e imprescindibile per la sopravvivenza economica del sistema.

Una sfida aperta che ridisegna gli equilibri di potere del calcio mondiale, dove la fioritura del campionato italiano dipenderà esclusivamente dalla capacità di fare sistema, innovare senza paura e scontrarsi politicamente per difendere i propri spazi commerciali.

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Sezione: Serie A / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 19:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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