L'infinita e logorante via crucis burocratica dei sostenitori dell'Atalanta si arricchisce di un nuovo, ennesimo e amaro capitolo. Seguire liberamente i propri beniamini in trasferta si è ormai trasformato da sacrosanto diritto popolare a rarissima eccezione, costantemente ostacolata da una fitta giungla di divieti e limitazioni preventive che mortificano la genuina passione della piazza orobica.

LA SCURE DELL'OSSERVATORIO E LA GARA DI PASQUETTA - Puntuale come un orologio svizzero, la mannaia dell'Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive si è abbattuta sull'imminente viaggio della truppa guidata da Raffaele Palladino. La determinazione diramata nelle ultime ore ha infatti evidenziato dei generici e preoccupanti profili di rischio legati al prossimo impegno lontano dalla New Balance Arena. Nel mirino delle autorità è finita la delicata sfida in programma allo stadio Via del Mare contro il Lecce, con fischio d'inizio fissato per le ore 15:00 di lunedì 6 aprile, giorno di Pasquetta.

LA STRETTA SUI TAGLIANDI E I CONTROLLI - Le conseguenze pratiche di questa rigidissima classificazione non lasciano spazio a interpretazioni. L'organo di vigilanza ha formalmente caldeggiato al Gos l'adozione di un pacchetto di misure restrittive pesantissime. In primo luogo, la vendita dei biglietti per i residenti nella provincia bergamasca sarà confinata esclusivamente all'interno del settore ospiti e subordinata al possesso obbligatorio della Dea Card. A corredo di questa limitazione primaria, si richiederà un fisiologico ma asfissiante inasprimento del servizio di stewarding, affiancato da capillari controlli nelle delicate fasi di prefiltraggio e filtraggio all'esterno dell'impianto salentino.

I NUMERI IMPIETOSI DI UNA STAGIONE A OSTACOLI - Sebbene il dispositivo necessiti ancora del formale timbro di ratifica da parte del Gos prima di assumere i crismi dell'ufficialità, la prassi insegna che si tratta di un mero e scontato iter burocratico. I dati accumulati in questa stagione tra campionato e Coppa Italia assumono contorni quasi surreali. Con il viaggio in Puglia saliranno a sette le trasferte marchiate dall'obbligo di tessera del tifoso, che vanno drammaticamente a sommarsi ai ben cinque divieti di trasferta assoluti. Un bilancio impietoso: su un parziale di quindici gare disputate lontano dalle mura amiche, il popolo nerazzurro ha potuto presenziare in regime di totale libertà solamente in tre sporadiche occasioni, precisamente nei catini di Parma, Udine e Reggio Emilia contro il Sassuolo.

Di fronte a questo sistematico e logorante accanimento, lo zoccolo duro della tifoseria non è rimasto a guardare in silenzio - come ha approfondito pianetatalanta.it -. I gruppi della curva hanno deciso di far sentire la propria voce aderendo in massa e con ferma convinzione alla campagna nazionale denominata «Per un calcio più giusto e popolare». Una mobilitazione civile che, soltanto all'ombra delle Mura Venete, ha già polverizzato il muro delle quattromila adesioni, a testimonianza di un malessere diffuso e della voglia irrefrenabile di tornare a vivere lo stadio senza ingiustificate barriere.

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Sezione: Sostieni la Curva / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 19:30
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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