Il panorama culturale e musicale del nostro Paese piange la scomparsa di Gino Paoli, spentosi all'età di novantuno anni dopo una vita vissuta sempre sul filo dell'irregolarità e dell'emozione. Un artista autentico, dal timbro vocale inconfondibile, capace di raccontare le fragilità umane, il pudore dei sentimenti e la malinconia con una grazia essenziale che ha accompagnato e cullato intere generazioni di italiani, resistendo inesorabilmente allo scorrere del tempo.

POESIA E MALINCONIA IN MUSICA - La sua cifra stilistica - ricorda e descrive La Gazzetta dello Sport - , basata sul togliere anziché aggiungere, ha generato capolavori immortali che hanno fatto da colonna sonora al boom economico italiano, pur nascondendo le prime crepe di una frustrazione latente. Brani indimenticabili come «La Gatta», la magica «Sapore di sale» (impreziosita dall'arrangiamento di Ennio Morricone e dal sassofono di Gato Barbieri), «Senza fine» scritta per l'amata Ornella Vanoni e l'intramontabile «Il cielo in una stanza» consacrata da Mina, rappresentano l'essenza di una quotidianità disincantata. Melodie semplici e definitive che catturano l'esatto momento in cui il tempo sfugge via, come le onde sulla spiaggia di Capo d'Orlando che ispirarono uno dei suoi più grandi successi.

IL BUIO, GLI AMORI E LA RINASCITA - Nato a Monfalcone il 23 settembre 1934 e cresciuto a Pegli, il cantautore ha attraversato picchi vertiginosi e abissi profondi. Dall'incontro folgorante con Luigi Tenco alla vita da bohémien nella mitica soffitta genovese di Boccadasse, fino ai grandi amori, come quello per la giovanissima Stefania Sandrelli. Un'esistenza tormentata che conobbe il suo punto più oscuro nel tentativo di suicidio a ventinove anni: un gesto estremo che gli lasciò per sempre un proiettile conficcato vicino al cuore e una multa da pagare per possesso illegale di armi. Sopravvissuto al proprio mal di vivere, faticò a trovare una collocazione nei politicizzati anni Settanta, per poi riscoprire una leggerezza pacificata negli anni Ottanta e Novanta con hit generazionali come «Quattro amici» e ritrovando la stabilità familiare accanto alla moglie Paola Penzo.

IL CORDOGLIO DA BERGAMO ALLA STORIA - La scomparsa di un simile gigante, autore di ben quaranta album, scuote trasversalmente tutta la società, sfiorando inevitabilmente anche il mondo dello sport. Mister Raffaele Palladino e l'intero ambiente dell'Atalanta si uniscono idealmente al cordoglio per la perdita di un artista che ha saputo trasformare il dolore in bellezza. Le sue note, capaci di unire le piazze e i cuori, sembrano risuonare persino nel silenzio della New Balance Arena, omaggiando un uomo che, insieme a Fabrizio De André, Umberto Bindi e Bruno Lauzi, ha scritto la storia della celebre e inimitabile scuola genovese.

Cantando le ombre della vita, Paoli ci ha sempre invitato a cercare la luce. Una volta confessò che gli sarebbe piaciuto rinascere gatta: oggi, in altri cieli e in altre stanze, quel desiderio poetico diventa un'immortale certezza.

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Sezione: Rassegna Stampa / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 06:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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