La magica notte di Champions League a Londra si tinge a sorpresa con i colori del passato nerazzurro. Se da una parte Ademola Lookman ha lasciato la sua inconfondibile firma servendo l'assist decisivo per il momentaneo pareggio dell'Atletico Madrid, il vero ed eroico protagonista inaspettato della serata britannica è stato Juan Musso, capace di blindare la qualificazione dei madrileni contro il feroce assalto del Tottenham con una serie di interventi ai limiti del miracoloso.

IL MIRACOLO ALL'IMPROVVISO E IL GUAMPO DEL NIGERIANO - Gettato nella mischia a pochi istanti dal fischio d'inizio per sopperire al forfait muscolare di Jan Oblak, l'ex guardiano dell'Atalanta non ha minimamente tremato di fronte all'inferno dell'impianto londinese. La squadra allenata da Igor Tudor, disperatamente a caccia di un ribaltone dopo il disastroso 5-2 incassato nella gara d'andata, ha scagliato ben dieci tiri verso lo specchio della porta spagnola vincendo la partita per 3-2, ma sbattendo inesorabilmente contro i riflessi felini del portiere sudamericano nei momenti nevralgici. A completare un quadro a forti tinte orobiche ci ha pensato proprio l'esterno offensivo africano, che dopo essersi visto annullare la rete del potenziale vantaggio, ha pennellato per Julian Alvarez il pallone dell'1-1 provvisorio che ha spento le prime illusioni inglesi.

LA PACE RITROVATA E L'OMAGGIO AL TITOLARE - Al termine di una battaglia vissuta costantemente sul filo della tensione emotiva, il numero uno argentino ha liberato tutta la sua gioia, raccontando la serenità umana e professionale ritrovata nella capitale iberica. «Prendo la mia carriera con pura passione. Sono profondamente felice all'Atletico, sento che questo è il mio posto nel mondo. Mi fido ciecamente dei miei compagni e questa è l'unica chiave per scendere in campo mantenendo la calma assoluta», ha confidato l'estremo difensore, senza nascondere un enorme orgoglio per aver sostituito degnamente un mostro sacro del ruolo: «Avere Oblak come compagno di reparto è un privilegio, parliamo di una leggenda vivente. L'intervento più bello della mia partita? Senza dubbio la parata nell'uno contro uno: se gli Spurs fossero scappati sul 2-0, l'inerzia e le dinamiche della gara sarebbero cambiate radicalmente».

IL DERBY EUROPEO CON IL BARCELLONA - Archiviata la sofferta ma dolcissima pratica britannica, l'orizzonte continentale dei Colchoneros si sposta ora nuovamente in Spagna, verso un derby fratricida e infuocato contro il Barcellona nei quarti di finale. L'ex portiere della Dea analizza il proibitivo incrocio con la spavalderia agonistica di chi non vuole smettere di sognare in grande: «Nutriamo una fiducia enorme nei nostri mezzi. Li abbiamo già affrontati ed eliminati in Coppa, dimostrando a tutta Europa che possiamo battere chiunque. Quel clamoroso 4-0 ha rappresentato la nostra miglior prestazione stagionale in assoluto. Sappiamo che i catalani sono tra i migliori al mondo e che queste non sono mai partite normali o banali, poiché entrambe le formazioni segnano valanghe di reti. Abbiamo uno spirito combattivo inesauribile e offriamo un buon calcio: dovremo assolutamente dare il cento per cento e sperare di arrivare all'appuntamento il più completi possibile».

Una rivincita personale dal sapore dolcissimo per due profili sbocciati ed esplosi all'ombra delle Mura Venete, pronti ora a prendersi l'Europa da assoluti e acclamati protagonisti.

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Sezione: L'angolo degli ex / Data: Gio 19 marzo 2026 alle 14:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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