Se le gerarchie calcistiche seguissero il ritmo forsennato delle sue inesauribili sgroppate sulla fascia, il debutto assoluto in maglia azzurra di Marco Palestra sarebbe già una certezza scolpita nella pietra. Il commissario tecnico della Nazionale non lo ha certo convocato nel ritiro di Coverciano per regalargli una semplice gita premio o fargli fare da comparsa. L'obiettivo è respirarne l'entusiasmo contagioso, valutarne la tenuta mentale e, soprattutto, scatenare i suoi cavalli motore in un momento storico in cui l'Italia si gioca l'accesso ai Mondiali sul filo del rasoio.

LA FOLLIA LUCIDA DEL COMMISSARIO TECNICO - L'idea che frulla nella testa di Gennaro Gattuso ha i contorni affascinanti di un azzardo geniale. Nelle gerarchie iniziali, il laterale di proprietà dell'Atalanta parte come prima e naturale alternativa a Matteo Politano, destinato a partire titolare nonostante qualche piccolo acciacco mascherato nell'ultima seduta di allenamento. Eppure, – come sottolinea il Corriere dello Sport – il piano strategico azzurro guarda già oltre l'imminente sfida casalinga. Se le dinamiche del match contro l'Irlanda del Nord lo permetteranno, il mister vorrebbe gettare nella mischia il giovane talento per testarne a caldo l'impatto nella bolgia amica della New Balance Arena. Un collaudo fondamentale per capire se l'esterno potrà poi reggere l'urto e farsi valere con la sua velocità impressionante nell'eventuale, pesantissima trasferta di Cardiff contro la fisicità del Galles.

DALLE DIFFICOLTÀ ALLA FRECCIA TRICOLORE - La prepotente accelerazione verso il calcio dei grandi chiude un cerchio romantico iniziato anni fa, quando la sua primissima foto sui social lo ritraeva orgoglioso con la divisa dell'Under 15. «Non mi aspettavo questa chiamata, la Nazionale rappresenta il sogno supremo per chiunque», ha confidato il ragazzo, ripercorrendo i duri sacrifici partiti dai polverosi campetti di Assago. Il destino è spesso beffardo: oggi è un treno inarrestabile, ma in passato faticava a tenere il passo dei coetanei. «È difficile da credere, ma in Under 15 ero fisicamente più indietro e risultavo il più lento di tutti. Per fortuna i tecnici non mi hanno mai messo in disparte e la mia famiglia è sempre stata una roccia». Un percorso di maturazione esploso definitivamente grazie al prezioso apprendistato nel Cagliari e ai consigli del selezionatore Silvio Baldini, ringraziato pubblicamente dal giocatore per avergli fornito la continuità necessaria a compiere il grande salto.

MENTE LIBERA E RESPONSABILITÀ ASSOLUTA - L'impatto con il gotha del calcio italiano è stato morbido e rassicurante, agevolato da un gruppo coeso e da un mister che lo ha messo a proprio agio chiedendogli semplicemente di esprimere il proprio talento. Sotto lo sguardo attento di chi, come Raffaele Palladino, ne osserva da lontano i progressi per il futuro della Dea, la concentrazione è massima verso il dentro o fuori. «Ci aspetta una delle gare più importanti degli ultimi anni. Nonostante sia l'ultimo arrivato, sento addosso tutto il peso e la responsabilità di questa maglia. Stiamo lavorando benissimo, vedo una squadra focalizzata sull'obiettivo ma psicologicamente libera. E in queste notti di fuoco, l'aspetto mentale fa tutta la differenza del mondo».

Un mix esplosivo di incoscienza giovanile e spregiudicatezza tattica che potrebbe rivelarsi l'arma letale per scardinare le difese avversarie e far volare l'Italia verso gli Stati Uniti.

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Sezione: Italia / Data: Mer 25 marzo 2026 alle 15:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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