La marcia trionfale della Nazionale Under 21 verso la fase finale dell'Europeo 2027 non conosce alcun tipo di ostacolo. Sul prato del Castellani di Empoli, i ragazzi magistralmente guidati dal commissario tecnico Silvio Baldini hanno letteralmente annichilito la Macedonia del Nord con un perentorio 4-0, mettendo in mostra un calcio spumeggiante, maturo e letale. Una prestazione corale di altissimo livello che certifica la crescita esponenziale di un gruppo ormai pienamente consapevole dei propri immensi mezzi tecnici e atletici.

L'AVVIO SPRINT E IL MONOLOGO TRICOLORE - Il fortino balcanico è crollato quasi subito, scardinato dall'imperioso stacco di testa di Cher Ndour ad appena quattro minuti dal fischio d'inizio. Nonostante un paio di legni colpiti nella prima frazione di gioco che avrebbero potuto chiudere in anticipo la contesa, gli azzurrini non hanno mai smesso di premere sull'acceleratore. Nella ripresa è arrivata la definitiva mazzata per gli ospiti: Luca Lipani ha trovato il meritato raddoppio al quarto minuto, seguito a sessanta secondi esatti di distanza dal tris calato dal dirompente Jeff Ekhator. A completare il festival del gol, nelle battute conclusive del match, ci ha pensato Seydou Fini, glaciale nel procurarsi e trasformare il calcio di rigore che ha fissato il punteggio sul poker definitivo.

L'ORGOGLIO DEL MISTER E LA MATURITÀ DEL GRUPPO - La profonda soddisfazione per la rotonda vittoria casalinga traspare in modo inequivocabile dalle parole dell'allenatore azzurro, felicissimo per l'atteggiamento propositivo della sua squadra. «Dalla sudata vittoria per 1-0 in terra macedone, dove tra l'altro eravamo rimasti in inferiorità numerica, questa squadra ha fatto passi da gigante», ha sottolineato il selezionatore. «Oggi vedo giocatori decisamente più maturi, ragazzi che si divertono in campo e sono felici di giocare insieme. Sono pienamente soddisfatto della prova offerta stasera».

IL MERITO ALLE SOCIETÀ E IL MIRINO SULLA SVEZIA - Il tecnico non ha mancato di tessere le lodi del lavoro oscuro ma vitale svolto quotidianamente dalle società di appartenenza, un aspetto fondamentale per chi, come mister Raffaele Palladino a Bergamo, svezza e lancia i talenti del futuro nel calcio dei grandi. «Se la squadra gira a queste velocità è perché i ragazzi sono bravi e hanno la fortuna di essere allenati da tecnici preparatissimi nei rispettivi club: il merito della loro crescita è soprattutto di chi li gestisce ogni giorno», ha ammesso onestamente la guida azzurra. Infine, lo sguardo si è posato sulla prossima, delicatissima sfida di qualificazione: «Già nell'intervallo i ragazzi avevano capito di poter spingere ancora di più e lo hanno ampiamente dimostrato. Ora però resettiamo tutto e pensiamo alla Svezia. Sarà un esame di livello nettamente superiore, ma noi siamo forti e nutro una fiducia cieca in questo gruppo».

L'Italia prenota così un ruolo da protagonista assoluta per l'imminente rassegna continentale in Albania e Serbia: con questa fame atavica e una simile identità di gioco, il cielo azzurro non ha davvero limiti.

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Sezione: Italia / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 22:00
Autore: Daniele Luongo
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