La notte che ogni bambino che inizia a dare i primi calci a un pallone sogna a occhi aperti si è finalmente materializzata per Marco Palestra. L'esterno destro di proprietà dell'Atalanta ha bagnato il suo esordio assoluto con la maglia della Nazionale maggiore italiana in una serata dall'importanza capitale, contribuendo attivamente al fondamentale successo per 2-0 maturato contro la spigolosa Irlanda del Nord nella semifinale dei playoff iridati.

IL TEATRO PERFETTO E LE EMOZIONI INDELEBILI - Il destino ha voluto regalare al giovane laterale un palcoscenico a dir poco romanzesco per questo attesissimo debutto internazionale. Calcare il manto erboso della New Balance Arena, lo stesso stadio che lo ha visto crescere e maturare calcisticamente e dove le idee tattiche di Raffaele Palladino infiammano il pubblico bergamasco, ha amplificato a dismisura i battiti del suo cuore. «È stata un'emozione unica, in primo luogo perché abbiamo portato a casa la vittoria e poi perché coincide con il giorno del mio esordio», ha confessato il ragazzo, visibilmente commosso e orgoglioso. «Sono sensazioni fortissime che mi resteranno impresse per tutta la vita. Averlo fatto in questo stadio è speciale, ho trascorso tantissimi anni a Bergamo e ne sono profondamente felice».

IL MURO BRITANNICO SBRICIOLATO E LA LUCIDITÀ - Oltre ai comprensibili brividi personali, in campo c'era da scardinare l'ermetico catenaccio eretto dagli avversari. Un compito tattico tutt'altro che agevole, – come ha lucidamente analizzato ai microfoni della Rai – poiché la retroguardia d'Oltremanica aveva alzato vere e proprie barricate prima del provvidenziale vantaggio tricolore. «Sapevamo benissimo che l'Irlanda del Nord è una squadra ruvida, ben attrezzata e sempre estremamente concentrata. Si difendevano molto bassi ed erano chiusi nei ranghi. Noi abbiamo fatto del nostro meglio fin dai primissimi istanti, poi è chiaro che dopo aver trovato la via del gol si sono aperti molti più spazi che hanno facilitato la nostra manovra».

L'IMPATTO CON I GRANDI E IL SOGNO AMERICANO - L'inserimento nel ritiro azzurro e l'adattamento ai ritmi di lavoro imposti dal commissario tecnico Gennaro Gattuso hanno forgiato ulteriormente il carattere dell'incursore. «Questi giorni di preparazione in ritiro sono stati semplicemente fantastici. Allenarsi a contatto con compagni di questo spessore e con un mister di tale caratura fa davvero un certo effetto, adesso dobbiamo solamente continuare su questa strada». L'attenzione si sposta così, inevitabilmente e rapidamente, alla finalissima di martedì, ultimo e decisivo scoglio prima del potenziale volo oltreoceano: «Dobbiamo mantenere alta la fiducia. Siamo pienamente consapevoli di avere di fronte avversari ostici, ma conosciamo altrettanto bene quale sia l'immenso valore del nostro gruppo. Se curiamo i dettagli e facciamo le cose per bene, possiamo passare il turno».

Un talento cristallino, forgiato all'ombra delle Mura Venete, che si appresta a spiccare il volo nel cielo internazionale: la favola è appena decollata e la dirigenza orobica osserva, compiaciuta, la consacrazione del suo ennesimo gioiello.

© Riproduzione Riservata

© foto di TuttoAtalanta.com
© foto di TuttoAtalanta.com
Sezione: Italia / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 23:19
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture