L'eliminazione dai sogni mondiali non scalfisce l'orgoglio di Michael O'Neill. Il commissario tecnico dell'Irlanda del Nord ha abbandonato il prato della New Balance Arena con la consapevolezza di aver dato fondo a tutte le energie disponibili, mettendo in mostra un coraggio tattico che, pur non essendo bastato per superare l'Italia di mister Gennaro Gattuso, ha strappato ben più di un applauso per abnegazione e tenuta mentale.

IL MURO VERDE E IL RAMMARICO ARBITRALE - La strategia britannica era chiara fin dalla vigilia e si è materializzata in un blocco basso e asfissiante, mirato a chiudere le linee di passaggio e a ripartire con lunghi lanci. «Non potevo oggettivamente chiedere di più ai miei uomini», ha ammesso onestamente il selezionatore in sala stampa. L'analisi della prima frazione di gioco - riferisce gazzetta.it - è lucida e ricca di soddisfazione per aver limitato al minimo sindacale le folate azzurre: «Il nostro piano gara nel primo tempo ha rasentato la perfezione. Loro hanno creato pochissimo, ci siamo difesi con ordine granitico sui calci d'angolo e abbiamo persino costruito una palla gol interessante». Non è mancata però una sottile vena polemica legata a un episodio dubbio: «C'è stato un possibile fallo di mano nell'area dell'Italia che sinceramente vorrei rivedere con grande attenzione».

L'ERRORE FATALE E LA LINEA VERDE - A far saltare il banco nella ripresa è stata una sbavatura pagata a carissimo prezzo contro un avversario cinico. «Purtroppo ci siamo fatti male da soli con quell'imperfetto colpo di testa difensivo, anche se poi Sandro Tonali si è inventato una rete di pregevole fattura», ha spiegato la guida tecnica. Lungi dal fare drammi, l'allenatore ha preferito concentrarsi sull'anagrafe della sua rosa, priva peraltro di elementi preziosi fermati in infermeria: «Nonostante la sconfitta, ho elogiato lo spogliatoio. Abbiamo offerto una prestazione di grande spessore al cospetto di una rivale di caratura nettamente superiore. Siamo una nazione molto piccola e non disponiamo di un bacino sterminato da cui pescare, eppure questi giovani ragazzi hanno mostrato una maturità invidiabile e non ho assolutamente nulla da rimproverare loro».

L'ORIZZONTE EUROPEO E LA BENEDIZIONE DI BERGAMO - Il ko incassato nello stadio in cui l'Atalanta forgiata dalle idee di Raffaele Palladino costruisce abitualmente le proprie fortune non rappresenta dunque un capolinea, ma un fondamentale momento di crescita. Il morale del gruppo resta altissimo: «Siamo decisamente sulla strada giusta. La serenità e l'atteggiamento visti oggi sono gli stessi che avevo apprezzato in Germania. Questo progetto andrà avanti con forza, faremo tesoro della preziosa esperienza accumulata in questa notte per puntare al nostro vero grande obiettivo: gli Europei del 2028. L'ossatura di questa squadra resterà unita per continuare a scrivere il nostro futuro».

Una sconfitta che sa di semina per la giovane truppa nordirlandese, uscita a testa altissima e con l'onore delle armi dal catino infuocato del capoluogo lombardo.

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Sezione: L'avversario / Data: Ven 27 marzo 2026 alle 00:12
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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