P. CHARLES, voto 6,5
L'estetica non sarà la peculiarità principale del suo repertorio, ma l'efficacia pratica è assolutamente fuori discussione. Si erge a ultimo, eroico baluardo dei nordirlandesi, tenendo in vita i suoi con una serie di interventi provvidenziali spalmati su tutto l'arco dei novanta minuti. Senza le sue parate, il passivo sarebbe stato ben più pesante. Di gran lunga il migliore dei britannici. Saracinesca.

HUME, voto 6
Il capitano indossa l'elmetto e si piazza sulla corsia di competenza per arginare lo straripante mancino di Dimarco. Con l'ausilio costante di Devlin in fase di raddoppio, riesce nell'ardua impresa di prendergli le misure, sfoderando una prova di grandissima abnegazione, corsa e tenacia. Gagliardo.

MCNAIR, voto 6
Un autentico dominatore dell'area di rigore per larghi tratti della sfida. Nel primo tempo è praticamente insuperabile nel gioco aereo e nei contrasti fisici, mettendo in mostra un campionario eccellente di chiusure difensive pulite, tempestive e sempre autoritarie. Roccioso.

MCCONVILLE, voto 5,5
Completa il terzetto arretrato con una gara di buona sostanza e attenzione per oltre un'ora, ma la sua pagella viene irrimediabilmente macchiata nel segmento finale di gara. Si fa bruciare da Kean perdendo il duello fisico in occasione del raddoppio azzurro, un errore che fa calare definitivamente il sipario. Cedevole.

DEVLIN, voto 6
Rinuncia totalmente a qualsiasi velleità offensiva per dedicarsi anima e corpo a una marcatura asfissiante in raddoppio. Il suo lavoro oscuro su Dimarco è preziosissimo dal punto di vista tattico e ne limita fortemente il potenziale esplosivo. Applicato.
dal 58’ SMYTH, voto 5,5
Buttato nella mischia per alzare il baricentro e dare maggiore spinta propulsiva, finisce per perdersi nel traffico senza mai riuscire a incidere minimamente sulla manovra. Invisibile.

S. CHARLES, voto 5,5
Interpreta la prima frazione con grandissimo ardore agonistico, battagliando in mediana e provando persino a farsi vedere negli ultimi venti metri con qualche timida sortita. Il serbatoio delle energie, però, si svuota troppo rapidamente, portandolo a un vistoso e inesorabile declino nella ripresa. In riserva.

GALBRAITH, voto 6
Tra i pochissimi a tentare di accendere la luce in maglia bianca. Si muove come un classico centrocampista "box-to-box", risultando una spina nel fianco per gli incursori azzurri e provando a infastidire anche il primo palleggio della difesa di Spalletti. Una sufficienza ampiamente meritata per dinamismo e intraprendenza. Pungente.

DEVENNY, voto 5,5
Cerca di mantenere l'ordine tattico e le giuste distanze nella zona nevralgica del campo, riuscendoci solo in minima parte. Come accade a quasi tutto il resto della compagine, viene progressivamente fagocitato e schiacciato dalla superiore qualità di palleggio dell'Italia nel corso del secondo tempo. In affanno.

SPENCER, voto 5,5
Un avvio molto promettente e carico di ruvida grinta, che però si dissolve man mano che la pressione offensiva dell'Italia si fa più insistente dalle sue parti. Va in evidente asfissia e fatica tremendamente a contenere le scorribande azzurre sulla corsia mancina. Soverchiato.
dal 79’ REID, SV

PRICE, voto 5
La grande delusione della serata nordirlandese. Sulla carta dovrebbe agire tra le linee per creare scompiglio e imprevedibilità, ma le ferree necessità tattiche lo costringono a una gara di puro contenimento che ne snatura le caratteristiche. Mette la pietra tombale sulla sua prova regalando a Tonali il pallone sanguinoso che stappa la partita. Sciagurato.

DONLEY, voto 5,5
Una serata da isolato in mezzo all'oceano azzurro. Corre a perdifiato inseguendo avversari e palloni spesso impossibili, ma il rifornimento dalle retrovie è drammaticamente nullo. Tanta, commovente generosità che purtroppo non basta per graffiare la difesa italiana. Abbandonato.
dal 79’ MAGENNIS, SV

ALL. MICHAEL O'NEILL, voto 6
Pienamente consapevole del netto divario tecnico tra le due rose, disegna una squadra coriacea, compatta e pronta a colpire in ripartenza. Il fortino eretto regge egregiamente per un'ora, imbrigliando e innervosendo la manovra azzurra. Alla lunga, però, la diga crolla ed è costretto ad alzare bandiera bianca di fronte alla maggiore qualità dell'Italia. Fa letteralmente il massimo con il materiale umano a sua disposizione. Pragmatico.

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Sezione: L'avversario / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 23:12 / Fonte: Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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