L'Italia guidata dal commissario tecnico Gennaro Gattuso ha fatto il proprio dovere, esorcizzando i fantasmi dell'Irlanda del Nord nel catino infuocato della New Balance Arena e regalando a un'intera nazione il meritato accesso all'atto conclusivo dei playoff mondiali. Spezzare un digiuno di dodici anni dalla massima competizione iridata, che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico, dipenderà ora dal superamento di un ultimo, spinoso ostacolo: la Bosnia. La compagine balcanica, trascinata dalla leadership di Edin Dzeko e dall'imponenza fisica di Sead Kolasinac, sarà la sfidante degli Azzurri nel match da dentro o fuori in programma martedì 31 marzo alla bolgia del Bilino Polje di Zenica.

LA PAZZA RIMONTA DI CARDIFF - Il pass per la finalissima è maturato al termine di una semifinale dalle mille emozioni andata in scena al Cardiff City Stadium, dove il Galles ha accarezzato a lungo l'illusione della qualificazione. I padroni di casa erano infatti passati meritatamente in vantaggio al cinquantunesimo minuto grazie all'acuto di Daniel James, duttile centrocampista in forza al Leeds. Quando il destino dei bosniaci sembrava ormai segnato e la clessidra inesorabilmente vuota, è salito in cattedra l'eterno Dzeko: l'ex fuoriclasse di Roma, Inter e Fiorentina, sbarcato a gennaio in Germania allo Schalke 04, ha trovato la pesantissima zampata del pareggio all'ottantaseiesimo, trascinando con la forza della disperazione le due squadre verso i tempi supplementari.

LA LOTTERIA DEI RIGORI E L'INTRECCIO NERAZZURRO - L'equilibrio sottile dell'1-1 non si è spezzato neanche nei trenta minuti extra, consegnando il verdetto alla crudele lotteria dei rigori. Dal dischetto, il dramma sportivo si è materializzato in tutta la sua potenza per i britannici. Nonostante l'errore iniziale di Ermedin Demirovic per gli ospiti, i tiri fatali falliti da Brennan Johnson e Neco Williams hanno decretato il definitivo trionfo bosniaco. Una festa totale per una Nazionale infarcita di vecchie e nuove conoscenze della Serie A, scese in campo dal primo minuto: dal promettente Tarik Muharemovic del Sassuolo all'inossidabile Kolasinac. Proprio il possente braccetto difensivo orobico, forgiato quotidianamente a Bergamo dalle cure tattiche di mister Raffaele Palladino, è pronto a trasformarsi nello spauracchio principale per i compagni del campionato italiano.

L'APPUNTAMENTO CON LA STORIA - Adesso i calcoli e le tabelle di marcia stanno a zero. Archiviata la magica serata orobica, l'Italia dovrà blindare la mente e preparare i bagagli per l'inferno di Zenica. Martedì 31 marzo andranno in scena i novanta minuti più importanti dell'ultimo decennio: una notte per cancellare le amarezze del passato e riprendersi con la forza quel posto nell'Olimpo del calcio mondiale che manca da troppo tempo.

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Sezione: Mondiali 2026 / Data: Gio 26 marzo 2026 alle 23:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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