Tra le pieghe di un pareggio sofferto emerge la consapevolezza di una squadra che sta imparando a non perdere. Raffaele Palladino si presenta in sala stampa all'Arena Garibaldi con la lucidità di chi sa distinguere tra la prestazione opaca del primo tempo e la reazione di carattere della ripresa. L'Atalanta vista a Pisa ha faticato contro l'agonismo dei padroni di casa, ma ha portato via un punto che muove la classifica e conferma la striscia positiva. Il tecnico nerazzurro non cerca scuse tecniche, puntando il dito sull'atteggiamento iniziale ("ci è mancato lo spirito"), ma valorizza il bicchiere mezzo pieno: rispetto alla sconfitta di Verona, la Dea oggi è più solida. E sull'esordio di Raspadori, Palladino ha già le idee chiare sul ruolo ideale dell'ex Napoli. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:

Mister, qual è il suo giudizio sulla gara? Quali sono le motivazioni che hanno portato la squadra a faticare così tanto, specialmente nel primo tempo, e come si riparte dopo una prestazione a tratti opaca?
«Eravamo perfettamente consapevoli della forza del Pisa, soprattutto tra le mura amiche, dove hanno messo in difficoltà tante squadre, incluse le big, aggredendo spesso nei primi tempi. Sapevamo che sarebbe stata una battaglia fatta di duelli, seconde palle, verticalità e gioco aereo. Il Pisa ha disputato un'ottima gara, mentre a noi nel primo tempo è mancato lo spirito giusto: abbiamo subito l'inerzia della partita. Nella ripresa, grazie ai cambi e alle energie fresche, abbiamo immesso qualità e siamo riusciti a fare meglio, passando anche in vantaggio. Poi il Pisa ha pareggiato meritatamente e credo sia il risultato più giusto. Tuttavia, se voglio guardare il lato positivo, dico che un mese e mezzo fa una partita del genere l'avremmo persa, esattamente come successo a Verona. Oggi invece portiamo a casa un punto prezioso che dà continuità alla nostra striscia positiva».

Dove l'ha messa maggiormente in difficoltà il Pisa? C'è stato un aspetto tattico preponderante?
«No, sgombriamo il campo: qui non c'entrano nulla la tecnica, la tattica o i sistemi di gioco. È stata una questione di pura energia. Il Pisa ha giocato una partita di grande temperamento e fisicità, vincendo sistematicamente le seconde palle, soprattutto contro i nostri attaccanti, e non lasciandoci mai lo spazio per giocare pulito. Quando incontriamo queste squadre dobbiamo fare ancora uno step di crescita mentale: da qui alla fine, ogni punto peserà come un macigno e anche le squadre più "piccole" ci affronteranno con il coltello tra i denti. Noi dobbiamo essere bravi a calarci nella realtà, a "sporcarci" le mani e a lottare per portare a casa i tre punti anche in questi contesti».

Un commento sull'esordio di Giacomo Raspadori. Come valuta il suo impatto?
«Il giudizio è ottimo, è entrato bene. Inizialmente l'ho inserito come prima punta al posto di Scamacca, nonostante avesse fatto un solo allenamento con noi, peraltro di semplice approccio e non con la squadra completa. Volevo provare a sfondare centralmente con lui, ma non ci siamo riusciti. A quel punto sono passato al 4-2-3-1 e l'ho spostato sottopunta: quello è il suo ruolo ideale, o da trequartista o a ridosso del centravanti. Mi è piaciuto molto il suo atteggiamento e come è entrato in partita».

Le scelte iniziali erano dettate da un turnover pianificato o da una strategia tattica poi rivista in corsa?
«Non parlerei di turnover classico, ma di gestione delle risorse. Giochiamo ogni tre giorni, il calendario è fitto e avevo bisogno di energie fresche per affrontare il primo tempo. Ho fatto delle scelte perché ho massima fiducia in tutti i miei ragazzi: se li schiero dall'inizio è perché credo ciecamente in loro. Oggi il problema non è stato il singolo giocatore, ma l'approccio collettivo della squadra: ci è mancata quell'energia e quell'impatto fisico che invece il Pisa ha avuto più di noi. Nel secondo tempo, indubbiamente, i cambi hanno spostato l'inerzia e portato un'energia diversa».

Palladino archivia la pratica Pisa con un punto e una lezione imparata: per puntare in alto, l'Atalanta dovrà imparare a vincere anche le guerre di trincea. La qualità c'è, ora serve quel pizzico di "cattiveria" in più.

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Sezione: Primo Piano / Data: Ven 16 gennaio 2026 alle 23:12
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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