SASSUOLO-ATALANTA 2-1 (p.t. 1-0)
23' Konè (S), 69' Thorstvedt (S), 88' Musah (A)

L'Atalanta forse ha accusato le fatiche del mercoledì, figlie della rimonta da sogno in Champions League contro il Borussia Dortmund che ha spalancato la porta verso gli ottavi per la Dea (unica squadra di Serie A rimasta in corsa), o forse è qualcos'altro. Sta di fatto che dalla partita domenicale delle ore 15 per i nerazzurri emerge una deludente sconfitta per 2-1 sul campo del Sassuolo.

LA GARA IN SALITA - La delusione non nasce tanto per il risultato in sé, considerando che il Sassuolo ha saputo dimostrarsi tante volte un'avversaria minacciosa per chiunque e non a caso occupa una posizione di classifica subito a ridosso delle piazze europee, ma per come è maturata la battuta d'arresto al Mapei Stadium. L'elemento più visibile è senz'altro il cartellino rosso rimediato da Pinamonti al sedicesimo minuto, sul parziale di 0-0, che ha costretto la compagine di casa a giocare quasi tutto il match con l'uomo in meno. Eppure, questo non è l'unico aspetto degno di nota della partita.

LA LEZIONE DI CONCRETEZZA - Si può infatti dire che Palladino e la sua Atalanta siano stati sconfitti con l'utilizzo di un'arma che in teoria la Dea conosce alla perfezione: la concretezza. Più di una volta al tecnico è stato rimproverato di non curare troppo l'aspetto estetico del gioco delle sue squadre, badando fin troppo al sodo. Ecco, stavolta è stato sconfitto dal Sassuolo dal basso di un clamoroso 23% di possesso palla, un dato che se non rappresenta un record storico per una vittoria in Serie A, poco ci manca. Tenere il pallone per il 77% del tempo non è bastato per evitare la caduta.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 01 marzo 2026 alle 17:29
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture