Le prime parole dal ritiro, a tre giorni dal pesante 0-3 con il Parma. Nella sala conferenze della New Balance Academy, al Centro Sportivo Bortolotti di Zingonia, Maurizio Sarri ha presentato la sfida contro il Kairat Almaty, terza giornata della League Phase di Conference League in programma domani alle 18.45 alla New Balance Arena, prima di lasciare la parola a Eljif Elmas. Nella conferenza stampa della vigilia il tecnico nerazzurro ha spiegato gli obiettivi del ritiro, il primo da nove anni, ha raccontato come vive questo momento tenendo separati l'uomo e l'allenatore, ha individuato nella reazione emotiva al primo gol subito il vero problema della sua squadra e ha fatto il punto sui recuperi, a partire da Scamacca. Spazio anche ai colloqui con il gruppo, all'ipotesi di lanciare i giovani e alla leadership che manca a uno spogliatoio rinnovato.

Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com

Mister, l'ultimo ritiro dell'Atalanta risaliva a nove anni fa, e allora, con Gasperini, non portò bene. Che obiettivo vi siete dati e come sono state queste prime ore?
«L'obiettivo è quello di compattarci, di avere rapporti più stretti di quelli che abbiamo di solito, sia tra lo staff e la squadra, sia tra il direttore e la squadra. L'obiettivo è anche quello di stare insieme in certi momenti della giornata senza parlare di calcio, costruendo un rapporto interpersonale più forte, e di cercare di dare molta più solidità e compattezza a tutti noi, a tutte le componenti della squadra, dello staff e della società. Per il resto si va avanti normalmente: a me personalmente cambia poco, forse solo la cena a casa, perché io la mattina arrivo e la sera vado via alle otto, quindi non è che mi cambi molto».

In carriera, avendo vissuto un po' di tutto, le era già capitata una situazione simile? Come ne era uscito e come pensa di uscirne questa volta?
«No, non è sicuramente una situazione nuova. Ne sono uscito con la coerenza e, a volte, non ne sono uscito, come tutti. Fa parte del nostro lavoro e delle sue difficoltà: sono tutte cose con cui ho fatto i conti tanti anni fa, e quindi ora sono molto più capace di accettarle e di affrontarle».

Come vive questa situazione Maurizio, prima ancora di Sarri allenatore? È più arrabbiato, preoccupato, deluso o fiducioso, vedendo che certe cose che vorrebbe non arrivano?
«Prima di tutto cerco di tenere molto separati l'uomo e l'allenatore. E come allenatore ti dico che le cose che non arrivavano cominciano ad arrivare, perché abbiamo fatto un primo tempo in cui la squadra ha messo in campo tutto quello che aveva provato nei giorni precedenti alla partita. L'aspetto su cui dobbiamo riflettere è perché un singolo evento negativo ci abbia portato a spegnerci, perché con il canovaccio del primo tempo c'erano comunque tutti i presupposti per rimettere a posto la partita. Poi a volte ci sono le casualità: una partita che, secondo le società di statistica, finisce dodici palle gol a due-tre, e tu la perdi 3-0. Un po' di casualità e tanta responsabilità nostra nelle situazioni determinanti delle partite, in cui sembriamo poco cattivi, sia dentro la nostra area sia dentro quella avversaria. Però, se ti devo parlare di calcio, ti dico che sono molto soddisfatto del primo tempo. Poi ci sono aspetti che incidono sulle partite ma che non sono assolutamente tattici, e quelli ci hanno creato dei problemi: quindi bisogna lavorare anche su quelli, nei limiti di quanto si può».

Quanto è importante tornare subito in campo domani? E c'è qualche giocatore che possiamo rivedere dopo gli infortuni?
«Ora vediamo l'allenamento di oggi: ci sta provando Scamacca, vediamo se riusciamo a portarlo dentro per domani, e da questo punto di vista l'allenamento di oggi sarà decisivo. È chiaro che, con le partite che si accumulano, siamo alla quarta settimana con tre partite, soprattutto giocate in sei giorni, e diventa di grande difficoltà: abbiamo indici di recupero un po' più lenti del solito, quindi bisogna aspettare domani per vedere chi dovrà riposare per forza e chi potrà giocare ancora. Poi decideremo. Andiamo incontro a una partita difficile, per le nostre difficoltà attuali e per un avversario che negli ultimi undici mesi ha giocato a San Siro, perdendo 2-1 con l'Inter, e a Londra, perdendo 3-2 con l'Arsenal. Quindi non ci si può aspettare niente di semplice, soprattutto in un momento così per noi».

Ha già avuto un confronto con la squadra in questi giorni? È emerso qualche aspetto da migliorare su cui lavorare?
«Gli incontri con la squadra ci sono per forza, siamo tutti qui: abbiamo fatto incontri collettivi, incontri con il direttore, incontri individuali. Quello che è emerso sono cose nostre. Stiamo tutti cercando di lavorare per rendere il più breve possibile questo momento di grande difficoltà: lavorare sotto tutti i punti di vista, cercare recuperi il più veloci possibile, allenare chi sta uscendo dagli infortuni per renderlo disponibile il prima possibile, cercare di avere un'idea davvero chiara sulle valutazioni dei nostri giocatori, sugli stati di affaticamento e su tutto il resto. Stare qui ci rende tutto più veloce e più semplice. Poi ci sono valutazioni che fai in un colloquio individuale, ma quella è roba che rimane tra me e il giocatore, e quindi deve rimanere fra di noi: certi aspetti del ritiro devono rimanere fra di noi, ed è giusto che sia così».

Se dovesse indicare il problema principale, pensa che sia una squadra che non la segue su aspetti non tattici o vede ancora difficoltà nel cambio di sistema, dopo tanti anni e tante partite?
«Si parla di calcio e poi delle cose che influiscono sul calcio. Se si parla di calcio, te l'ho detto prima, della squadra sono contento: nel primo tempo ho visto tutte le cose che volevo vedere, escluse la capacità di trasformare in gol le tante occasioni che abbiamo creato e la leggerezza difensiva che mostriamo in certe situazioni. Poi ci sono cose che incidono sul calcio, come la lucidità e le reazioni, e di quelle non sono contento, perché c'erano tutti i presupposti per rimettere a posto la partita: bastava continuare con il tipo di partita fatto nel primo tempo, e invece abbiamo smesso di crederci nel momento in cui abbiamo preso il primo gol, e il secondo è stato una logica conseguenza di come siamo tornati in campo. Quindi è questo che non mi piace. Mentre il resto si allena sul campo, questo è di più difficile soluzione, però ci stiamo provando».

La storia dell'Atalanta dice che nei momenti difficili sono stati spesso i giovani a trascinarla: domani può essere la partita giusta per vedere qualcuno dal primo minuto, in particolare Idele, che contro Pafos e Parma ha fatto bene in situazioni molto diverse?
«Da questo punto di vista non è un momento favorevole. Ora vediamo chi darà segnali ottimali e chi no, e poi decideremo se inserire qualche giovane o meno».

Sta nascendo praticamente un gruppo nuovo, anche se ci sono ancora giocatori del passato, e forse manca qualche leader: può dipendere anche da questo la fragilità emotiva vista nel secondo tempo con il Parma e in altri momenti?
«Questo è difficile da valutare e anche da dire. Secondo me qualcuno potrebbe avere le caratteristiche per incidere di più sul gruppo, ci potrebbe essere: diciamo che sono giocatori che non sono abituati a farlo, e quindi dobbiamo fare un percorso step by step. Ci aiuterebbe, però cerchiamo di far crescere questi due o tre giocatori che hanno caratteristiche di personalità importanti e che potrebbero sicuramente dare qualcosa di più al gruppo anche fuori dal campo. Vediamo se arrivano velocemente a quel punto. Due o tre ci sono».

Compattezza, lucidità e la consapevolezza che il problema, dopo il pesante ko con il Parma, sia più emotivo che tattico: Sarri presenta il ritiro come un'occasione per ricostruire il gruppo, protegge i colloqui con i giocatori e indica in due o tre uomini dalla personalità forte la chiave per dare una guida allo spogliatoio. Domani, contro un Kairat capace di mettere in difficoltà Inter e Arsenal, servirà una risposta sul campo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 04 novembre 2026 alle 14:32 / Fonte: nostro inviata Claudia Esposito
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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