Atalanta e Como si dividono la posta in palio, ma non lo spettacolo. Il pareggio per 1-1 della New Balance Arena lascia sensazioni positive per entrambe le squadre: la Dea ha confermato il suo spirito combattivo nonostante le numerose assenze, mentre i lariani di Fabregas (oggi guidati da Guindos in panchina) hanno dimostrato solidità, coraggio e identità tattica in crescita. È stato un confronto intenso, giocato ad altissima velocità per oltre ottanta minuti, tra pressing, ribaltamenti di fronte e qualità individuali che hanno acceso la serata bergamasca.
UN PUNTO CHE VALE PER ENTRAMBE – Juric, costretto a fare i conti con una lunga lista di indisponibili, può comunque sorridere: l’Atalanta resta imbattuta in campionato e conferma progressi costanti nel gioco. Certo, c’è rammarico per il pareggio concesso su un’unica disattenzione difensiva, ma la sensazione è che il gruppo stia crescendo. Dopo la sosta, con il rientro di alcuni titolari, il potenziale offensivo potrà esplodere definitivamente.
Dall’altra parte - descrive La Gazzetta dello Sport -, il Como porta via da Bergamo un punto prezioso, guadagnato con personalità e compattezza. La squadra ha mostrato una maturità tattica sempre più evidente, riuscendo per la prima volta a segnare anche senza l’apporto diretto di Nico Paz. Un segnale importante per le ambizioni dei lariani, che continuano a scalare la classifica con equilibrio e concretezza.
IL PRIMO TEMPO È UNA CORSA SENZA FIATO – I primi quarantacinque minuti sono stati un inno all’intensità. Juric ha scelto un 3-4-2-1 senza un vero centravanti, puntando su Lookman al centro di un tridente tecnico e dinamico insieme a Samardzic e Sulemana. L’obiettivo era sfruttare gli spazi dietro la linea difensiva del Como, e la strategia ha pagato: pressing alto, recuperi immediati e dialoghi stretti hanno messo in difficoltà gli ospiti.
Fabregas ha risposto con un Como più diretto e verticale del solito, lasciando spazio alle accelerazioni di Addai sulla destra e alle invenzioni di Nico Paz, ben marcato dal giovane Ahanor. Sull’altra fascia, Baturina ha sofferto la copertura di Zappacosta, mentre Bernasconi, con l’aiuto dei compagni, ha retto l’urto delle scorribande avversarie. È stata una sfida a viso aperto, giocata senza paura da entrambe le parti.
PRODEZZE, ERRORI E OCCASIONI – La gara è stata decisa più dagli episodi che dalle strategie. Dopo soli cinque minuti, Hien strappa palla a centrocampo e innesca l’azione che porta all’1-0 di Samardzic, bravo a combinare con Ederson e a trafiggere Butez con precisione chirurgica. Il Como non si scompone e trova la parità al 18’: Perrone, dopo un recupero sulla trequarti, tenta un cross che si trasforma in un arcobaleno beffardo, infilando Carnesecchi dopo un rimbalzo sul palo.
Nel mezzo, emozioni e miracoli: il salvataggio di Perrone sulla linea su tiro di Sulemana, l’intervento decisivo di Carnesecchi su Da Cunha e la traversa sfiorata da Lookman, che ha mostrato lampi del suo talento ma non ancora la freddezza del miglior periodo. Juric ha alternato fasi di pressing forsennato a momenti di costruzione paziente dal basso, dimostrando una squadra capace di variare ritmo e gioco.
UN PAREGGIO CHE LASCIA BUONE SENSAZIONI – Nella ripresa l’Atalanta ha provato a vincerla, ma la stanchezza e la poca lucidità sotto porta hanno frenato i tentativi di Lookman, Pasalic e Brescianini. Il Como, pur abbassando il baricentro, ha mostrato solidità e concentrazione, trovando nel duo Diego Carlos–Smolcic due baluardi fondamentali.
Alla fine, l’1-1 è un risultato giusto: non premia pienamente la Dea, che avrebbe potuto sfruttare meglio le occasioni create, ma conferma la crescita di entrambe le squadre. L’Atalanta ha mostrato il suo spirito da squadra europea anche in emergenza, il Como la sua nuova maturità da club che vuole restare stabilmente nella parte sinistra della classifica.
È stata una serata che ha onorato il calcio italiano: ritmo, intensità e talento hanno prevalso sulla tattica difensiva. Juric e Fabregas, due tecnici agli antipodi per esperienza e filosofia, hanno dato vita a una partita “da Premier League” per ritmo e mentalità. Se il pareggio lascia un pizzico di rimpianto alla Dea, il calcio, quello vero, ne esce vincitore.
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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