In una serata che ha rasentato la perfezione tattica e tecnica, c'è una sola ombra che si allunga sul sorriso di Raffaele Palladino. Il prezzo pagato per i tre punti e per la continuità di risultati rischia di essere salato e porta il nome di Berat Djimsiti. Il centrale, pilastro della retroguardia orobica, è stato costretto ad alzare bandiera bianca nel finale della prima frazione, lasciando il campo in uno stato emotivo che ha subito gelato il sangue ai tifosi presenti sugli spalti. Un infortunio che macchia la gioia per la vittoria e tiene ora l'intero ambiente col fiato sospeso in attesa di capire la reale entità dello stop.

L'IMMAGINE DEL DOLORE – La dinamica dell'incidente è stata tanto improvvisa quanto dolorosa. Tutto accade dopo una conclusione verso la porta avversaria: il difensore albanese si ferma di colpo, portandosi istintivamente la mano verso la zona del flessore della coscia sinistra. Ma è l'espressione del volto a raccontare la gravità del momento più di ogni altra cosa: Djimsiti abbandona il terreno di gioco in lacrime, visibilmente sofferente e preoccupato, lasciando il posto d'urgenza a Isak Hien. Un'uscita di scena drammatica per un guerriero che raramente si arrende al dolore fisico.

LA PRIMA DIAGNOSI: NIENTE FRATTURE – Se la prima impressione visiva lasciava temere un classico guaio ai flessori, i primi riscontri medici filtrati dall'infermeria raccontano una storia diversa e più complessa. Secondo quanto riferito da Sky Sport, si tratterebbe di un importante trauma contusivo all'osso iliaco sinistro. La buona notizia, se così si può definire in questo contesto, è l'assenza di fratture, che avrebbero significato uno stop lunghissimo. Tuttavia, la botta è stata tale da coinvolgere anche il muscolo obliquo dell'addome, complicando il quadro clinico.

ATTESA PER GLI ESAMI – La prognosi resta dunque riservata e legata agli accertamenti strumentali a cui il giocatore si sottoporrà nelle prossime ore. Solo la risonanza potrà definire con precisione i tempi di recupero e dire a Palladino per quanto tempo dovrà rinunciare a uno dei suoi leader difensivi. La speranza è che le lacrime fossero dettate più dallo spavento e dal dolore acuto del momento che dalla reale gravità del danno, ma la cautela a Zingonia è massima.

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Sezione: Zingonia / Data: Dom 11 gennaio 2026 alle 01:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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