La nuova Atalanta riparte e il primo nodo da sciogliere è sempre lo stesso: Ademola Lookman. Da oltre un anno e mezzo il nigeriano vive in equilibrio tra prestazioni, malumori, desiderio di cambiare aria e un valore tecnico che la Dea non può permettersi di disperdere. E ora, con l’arrivo di Palladino e la Coppa d’Africa alle porte, il destino del numero 11 entra nella sua fase più delicata.
IL PESO DI UNA DELUSIONE – Lookman torna a Zingonia con addosso il macigno dell’eliminazione Mondiale con la Nigeria - scrive La Gazzetta dello Sport -. Un colpo durissimo, che nessuna Coppa d’Africa potrà cancellare del tutto. E Palladino dovrà capire subito che versione di Ademola avrà a disposizione nelle prossime settimane: quella brillante e decisiva della scorsa stagione o quella spenta e nervosa di questo avvio (solo un gol nelle ultime dieci partite).
SEI PARTITE CHE VALGONO UNA STAGIONE – Prima della Coppa d’Africa, Lookman potrà giocare al massimo sei o sette partite con l’Atalanta: Napoli, Francoforte, Fiorentina, Genoa (Coppa Italia), Cagliari, Chelsea
E forse una in più, se dovesse unirsi alla Nigeria solo dopo il 13 dicembre. La Dea si giocherà mezza stagione, e Palladino ha bisogno del miglior Lookman: quello che salta l’uomo, che accende le gare, che trasforma la trequarti in un territorio di caccia.
IL NODO CONTRATTO – Per mesi il rinnovo è rimasto in agenda, mai affrontato davvero. Lookman ha un contratto fino al 2027, ma il suo desiderio di cambiare aria è noto da tempo. Se la Dea non lo estenderà ora, tra dodici mesi il rischio sarà quello di ritrovarsi con un giocatore troppo vicino alla scadenza per generare valore.
Da qui la riflessione inevitabile: rinnovo o cessione a luglio, senza mezze misure.
IL MERCATO CHE RITORNA – Il nome di Lookman non smette mai di circolare. In estate l’Inter era arrivata vicinissima (offerta rifiutata, trattativa infinita), Tottenham e Atletico restano vigili. Ma oggi il club più “attivo” è il Galatasaray, spinto anche dal fattore-Oshimen, grande amico di Ademola.
Dalla Turchia rimbalza un numero che fa rumore: 9 milioni annui di ingaggio, cifra che nessun club italiano può avvicinare.
NESSUN PASSO UFFICIALE – La verità, però, è semplice: il Galatasaray non ha presentato offerte, non ha contattato l’Atalanta, non ha parlato con gli agenti, l’unica proposta è ancora quella del prestito di fine agosto, giudicata ridicola dalla Dea.
Un’operazione potrebbe riaprirsi solo se “mascherata”: vale a dire con condizioni tali da garantire alla Dea un ritorno economico realmente adeguato.
LA POSIZIONE DELLA DEA – A Bergamo non svendono nessuno. Mai. E prima di aprire qualsiasi spiraglio, la società vuole capire come Lookman reagirà al nuovo ciclo Palladino. Se Ademola tornerà ad essere un fattore, diventerà la chiave della rincorsa europea. Se invece apparirà scollegato, distratto o proiettato altrove, allora il club dovrà prendere in considerazione l’ipotesi più logica: una cessione concordata, ai giusti termini.
Non è solo una questione di mercato: è una questione identitaria. Palladino ha bisogno del miglior Lookman ora, subito, nelle prossime sei partite. Saranno loro a dire se Ademola farà parte della Dea del futuro o se questo inverno sarà l’inizio di un addio scritto da tempo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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