Dalle stelle della Champions al fango necessario per risalire in Serie A. Raffaele Palladino non vuole cali di tensione dopo l'impresa contro il Chelsea. Alla vigilia del Christmas Match contro il Cagliari, l'allenatore nerazzurro analizza a 360 gradi il momento della sua Atalanta: dall'infermeria alle scelte sui singoli, fino all'obiettivo europeo che resta nel mirino. Ecco il pensiero del mister atalantino.
CONTINUITÀ E DNA – Il primo passo è consolidare quanto di buono visto in Europa, trasferendolo nel campionato. Vincere in casa è fondamentale, ma per il tecnico c'è qualcosa che viene prima: «Pensiamo in primis alla continuità di prestazione oltre che ai risultati. Dobbiamo partire dalla gara di Champions League, dove ho visto la squadra molto concentrata: sarà fondamentale avere quella mentalità anche in campionato». L'obiettivo è chiaro: la rimonta. «Dobbiamo provarci con tutte le nostre forze e qualità: mentalità, fame e voglia di fare bene. Dal primo giorno dissi ai ragazzi che bisognava trovare il DNA giusto per far risalire l'Atalanta. Noi non vogliamo questa classifica e il nostro obiettivo è anche fare dei filotti».
LA TRAPPOLA CAGLIARI E L'APPROCCIO – Guai a sottovalutare l'avversario. Il Cagliari è un ostacolo scorbutico: «Si difendono benissimo oltre ad avere molti giocatori di gamba. Le partite di Serie A sono sempre difficili, anche contro le piccole». Palladino chiede un miglioramento specifico sull'approccio iniziale, spesso tallone d'achille: «Chiaro che si può lavorare per migliorare e l'approccio iniziale è fondamentale». Il regalo di Natale? «Non è per me, ma è per loro: mantenere lo spirito di martedì».
LA LEZIONE DEL CHELSEA E GLI ORARI – La vittoria sui Blues ha lasciato in eredità insegnamenti preziosi: «È stata ottima sul piano dello spirito e del sacrificio. Voglio una squadra che capisca i momenti: difendendo e attaccando tutta insieme. Per noi è una prova di maturità, è il gruppo che fa la differenza». Si giocherà di sera, un dettaglio non trascurabile: «Mi piace la sera come orario, ma la cura nei dettagli è fondamentale e l'Atalanta si deve riadattare a qualsiasi orario».
I GIOVANI: BERNASCONI ESEMPIO, AHANOR SFRONTATO – Focus importante sui prodotti del vivaio che si stanno affacciando in prima squadra. Parole al miele per Bernasconi: «Mi ha impressionato sul lavoro. È un ragazzo serio che vuole impegnarsi, l'esempio del lavoro quotidiano. Gli ho dato l'occasione e l'ha sfruttata: deve essere l'esempio per i compagni. Sono molto contento per lui, ma se sarà titolare staremo a vedere perché ho tante soluzioni». E su Ahanor: «È un talento che dobbiamo far crescere. Contro il Chelsea ha fatto una grande partita e mi piace molto il suo spirito: l'essere sfrontato e sfruttare al 110% ogni occasione data».
SCAMACCA E L'ATTACCO – Davanti si cercano certezze. Su Scamacca il giudizio è positivo: «Mi auguro che possa crescere in termini di minutaggio e intensità. Io vedo un Gianluca che cresce: gioca molto bene con la squadra, ma soprattutto ha ritrovato il gol. Il mio obiettivo sarà sempre quello di metterlo nella condizione di segnare, perché è un giocatore straordinario». Una battuta anche su Krstovic, decisivo nell'azione del gol in coppa: «È partito da lui il gol, è entrato con lo spirito giusto. Valutiamo oggi pomeriggio le scelte».
DIFESA, ESTERNI E MERCATO – L'infermeria e le assenze dettano le scelte. Sugli esterni la situazione è in evoluzione: «Bakker sta recuperando gradualmente. Ho un buon reparto dove conto anche Musah che può essere utilizzato come jolly, aspettando il rientro di Bellanova». In mezzo al campo, spazio per Brescianini: «Marco è un ragazzo serio che si impegna come Bernasconi, si mette a disposizione e può occupare tutti i ruoli. Spero di dargli minutaggio più avanti». Capitolo difesa, tra rientri e partenze imminenti: «Perderemo Kossounou causa Coppa d'Africa, ma abbiamo recuperato Kolasinac. Per me è fondamentale recuperare a pieno Scalvini: ha bisogno di minutaggio visto che è un giocatore importante».
RANKING E AMBIZIONI – Infine, uno sguardo agli obiettivi a lungo termine. Il quinto posto che vale la Champions è uno stimolo? «Deve essere uno stimolo per le squadre italiane oltre che un grande orgoglio. Noi dobbiamo essere ambiziosi e crescere: anche la mia squadra è ambiziosa come me. Siamo consapevoli che siamo indietro, ma dobbiamo alzare il livello». Ora che le coppe danno tregua, c'è tempo per lavorare: «È un momento decisivo. Aver messo fieno in cascina in Champions è stato fondamentale, ora dobbiamo risalire in campionato. Abbiamo fatto uno scivolone a Verona, ma ora m'interessa che la squadra svolti. Giocando ogni due giorni era difficile allenarsi a pieno regime, ora possiamo migliorare».
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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