Il giovane difensore atalantino Giorgio Scalvini non trova pace. Reduce da una stagione quasi interamente cancellata dal crociato rotto prima e dalla lussazione alla spalla poi, anche quest’annata sta prendendo una piega che assomiglia fin troppo a un déjà-vu. Scalvini aveva iniziato il campionato con la speranza di rimettersi in carreggiata, ma il cammino si è subito impantanato: prima un fastidio all’adduttore, poi la lesione al bicipite femorale che gli ha di nuovo sbarrato la strada. Rientrato per pochi minuti con la Lazio e rivisto soltanto in panchina prima della sosta contro il Sassuolo, sembrava finalmente pronto a riprendersi un posto stabile nel gruppo. Invece è arrivato un nuovo intoppo.
RISENTIMENTO ALL’ADDUTTORE – L’Atalanta ha comunicato che Scalvini ha accusato un risentimento muscolare all’adduttore destro, un problema emerso nei giorni scorsi e che ha portato il difensore a sottoporsi agli esami di controllo. Gli accertamenti hanno escluso lesioni, ma il fastidio persiste e lo staff medico ha preferito fermarlo immediatamente. Lo stop non dovrebbe essere lungo, ma abbastanza da escluderlo dalla trasferta di Napoli e da quella europea a Francoforte. La situazione sarà monitorata giorno per giorno, con l’idea di un possibile rientro soltanto dalla sfida con la Fiorentina in poi. Una frenata pesantissima, proprio quando il classe 2003 sperava di rimettere finalmente continuità nelle gambe.
INFERMERIA QUASI VUOTA – Scalvini va così ad aggiungersi alla lista degli indisponibili - precisa L'Eco di Bergamo -, una lista che paradossalmente si era quasi svuotata: l’unico lungodegente resta Bakker, ai box fino al 2026. Palladino non ha diramato la lista convocati, ma dovrebbero essere ventiquattro gli uomini a disposizione per Napoli, con il bresciano unico assente di giornata insieme all’olandese. Una lacuna importante per il nuovo tecnico, costretto a ripensare l’intera struttura difensiva in vista del debutto al Maradona.
FORMAZIONE IN EVOLUZIONE – Le opzioni non mancano, ma Palladino dovrà fare i conti con le fatiche dei nazionali e con un gruppo che ha lavorato al completo solo da giovedì. Il dubbio principale riguarda il modulo: il 3-4-2-1 sembra il punto di partenza più naturale, con De Ketelaere o Samardzic e Lookman alle spalle di uno tra Krstovic e Scamacca; ma resta viva anche la possibilità del 3-4-1-2, che porterebbe Pasalic sulla trequarti e una punta in meno. Lo stesso Pasalic è in ballottaggio con de Roon accanto a Ederson, mentre sulle fasce la scelta si gioca tra Bellanova e Zappacosta, senza escludere Zalewski o Bernasconi. In difesa, davanti a Carnesecchi, restano quattro uomini per tre posti: Djimsiti, Hien e Ahanor sembrano oggi i più pronti, soprattutto perché Kossounou è rientrato solo giovedì e Kolasinac non ha ancora minuti nelle gambe. Molti dubbi verranno sciolti soltanto dopo la rifinitura di questa mattina a Napoli.
UNA FERITA CHE PESA – L’assenza di Scalvini non è solo un contrattempo, ma l’ennesimo capitolo di una stagione che per lui non riesce proprio a decollare. Per Palladino è un problema non da poco in vista di un debutto già carico di attese, per un’Atalanta che ha bisogno di ritrovare solidità, fiducia e identità. Il nuovo corso parte da Napoli, ma per riabbracciare Scalvini servirà ancora un po’ di tempo e, soprattutto, una dose di fortuna che il ragazzo aspetta da troppo.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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