Umiltà, determinazione e applicazione: tre doti che hanno consentito a Claudio Foscarini di fare breccia nel cuore dei tifosi atalantini, diventando in tal modo un bergamasco d'adozione. Nato a Riese Pio X il 19 settembre 1958, dopo aver militato nel Montebelluna, società in cui è cresciuto calcisticamente, e nel Treviso, nell'estate del 1981 approdò all'Atalanta. La situazione era tutto fuorché rosea: la società guidata dal giovane Cesare Bortolotti, da poco subentrato alla presidenza in luogo del padre Achille, doveva ripartire dalla serie C1, maturata al termine di una stagione stregata in cui nemmeno l'avvicendamento in panchina Bolchi-Corsini sortì l'effetto sperato. La corazzata allenata da Ottavio Bianchi ottenne al primo colpo la promozione in serie B. Seguirono due anni di purgatorio in serie cadetta e poi, nella primavera del 1984, fu di nuovo serie A, sotto la direzione di Nedo Sonetti. L'estate successiva, però, l'Atalanta decise di cedere Foscarini, dopo 60 presenze ed una rete accumulate in tre anni. Dopo due brevi esperienze al Campania ed al Piacenza, tornò a Bergamo, tra le fila della Virescit Boccaleone, seconda squadra cittadina: grazie ai suoi 145 gettoni, impreziositi da sei reti, ne divenne la bandiera, arrivando a sfiorare la serie B, sfumata nello spareggio perso con la Reggina il 12 giugno 1988, sino al ritiro, avvenuto nel 1991.
Le qualità umane e professionali mostrate da giocatore gli consentirono di togliersi grandi soddisfazioni anche da allenatore: le giovanili con il Virescit Bergamo e il calcio provinciale, alla guida di Stezzanese prima e Verdello poi, precedono il primo grande traguardo della sua carriera in panchina: la serie B con l'Alzano Virescit nel 1998. Successivamente guidò il Rimini, nel 2001/02, prima dell'ultimo approdo, quello attuale. Nel 2005, dopo due anni al comando delle giovanili, viene chiamato ad allenare la prima squadra del Cittadella. Nel 2008 arriva il secondo miracolo da allenatore: la storica in promozione in serie B della squadra veneta. L'ultimo miracolo, almeno per il momento, arriva nella stagione 2009/10: il suo Citta, trascinato dal duo Pettinari-Ardemagni, centra i Playoff, salvo poi essere sconfitto in semifinale dal Brescia. Raggiunge la salvezza con la squadra veneta anche l'anno successivo, chiudendo al 14esimo posto, ma soprattutto riesce nuovamente a rimpinguare le casse societarie, valorizzando giovani, per lo più attaccanti, acquistati per poche migliaia di euro: dopo Pettinari e Ardemagni, è il turno di Piovaccari e Gabbiadini. In attesa della prossima rivelazione( sperando si tratti del "nostro" Baselli), tanti auguri Mister!

Sezione: Auguri a... / Data: Sab 19 novembre 2011 alle 10:00
Autore: Giovanni Maffeis
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