Nove stagioni di conti ritoccati, un sistema costruito per aggirare le regole finanziarie di Premier League e Uefa. È il quadro che emerge dalla sentenza della Commissione indipendente sul Manchester City, secondo cui sponsorizzazioni artificiosamente maggiorate e società create su misura per pagamenti fittizi avrebbero gonfiato i bilanci del club di oltre un miliardo di euro nel periodo finito sotto indagine.

IL CASO DEL 2013 - Un episodio, più di altri, fotografa il meccanismo. Nel maggio 2013 nei conti del City si apre una voragine di circa 23 milioni di euro, sufficiente a far sforare i limiti del Fair Play Finanziario. La soluzione individuata dal club, secondo la ricostruzione, è stata quella di rimettere mano ad accordi di sponsorizzazione già in vigore con aziende di Abu Dhabi, senza nemmeno coinvolgerle: nel bilancio 2012-13 compaiono così importi più alti, bonus legati a eventi già avvenuti e compensi per una tournée negli Stati Uniti. La differenza, in realtà, viene coperta dall'Abu Dhabi United Group, la società proprietaria del club.

LE SPONSORIZZAZIONI FITTIZIE - Secondo la Commissione, la pratica sarebbe cominciata già all'inizio del 2010, quando il City non riusciva a generare i ricavi necessari per sostenere il piano della proprietà di trasformare il club in una delle potenze del calcio mondiale. Da qui l'idea di gonfiare gli accordi commerciali: nei bilanci entravano somme ingenti formalmente provenienti da sponsor emiratini, ma soltanto una frazione minima arrivava davvero dalle aziende. Il grosso lo versava la proprietà.

I NUMERI DELLA SENTENZA - Le cifre sono impressionanti. Tra la stagione 2009-10 e la 2017-18 – riporta La Gazzetta dello Sport – il City ha iscritto a bilancio l'equivalente di 1,1 miliardi di euro da sponsor di Abu Dhabi, mentre quelli effettivamente pagati dalle aziende ammontano ad appena 139,1 milioni. Un meccanismo che, come nel caso del 2013, avrebbe consentito al club di restare formalmente entro i limiti imposti da Premier e Uefa.

LE SOCIETÀ DI COMODO - Il secondo filone riguarda i compensi a calciatori e tecnici. Per la Commissione, il gruppo proprietario si sarebbe servito di società schermo per integrare contratti al di fuori dei canali ufficiali. È il caso della Fordham Arrangement, che sulla carta acquistava i diritti d'immagine dei giocatori ma che, secondo la sentenza, fungeva da copertura per la proprietà: in due diverse stagioni avrebbe portato nei conti del club oltre 86 milioni di euro. In altre tre occasioni, strutture analoghe riconducibili al gruppo avrebbero aggiunto 20 milioni extra agli accordi di allenatori e giocatori.

I NOMI OSCURATI - Nel documento della Commissione le identità dei beneficiari sono state omesse. Tuttavia, le rivelazioni pubblicate nel 2018 da Der Spiegel facevano riferimento a Roberto Mancini e a Yaya Touré, all'epoca rispettivamente allenatore e colonna del centrocampo dei Citizens.

Una sentenza che getta un'ombra lunga su un decennio di successi. E che apre ora la partita, altrettanto delicata, delle conseguenze.

© Riproduzione Riservata

Sezione: Calcio Estero / Data: Mer 30 settembre 2026 alle 09:45
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
vedi letture