C’è un vecchio adagio del calcio che dice: "Quando non puoi vincere, devi essere bravo a non perdere". E l'Atalanta vista all'Arena Garibaldi, forse meno scintillante del solito ma terribilmente concreta, ha dimostrato di aver imparato la lezione. La striscia di tre vittorie consecutive si ferma sotto la Torre Pendente, ma il punto portato a casa è di quelli che pesano, perché strappato in una serata "sporca", contro un Pisa scorbutico e fisico che ha messo alle corde la Dea come poche altre squadre ultimamente. Se un mese fa una partita del genere sarebbe finita come a Verona (con zero punti), oggi la squadra di Raffaele Palladino torna a Bergamo con un 1-1 che muove la classifica e tiene il Como nel mirino, distante appena due lunghezze (34 punti) nella corsa all'Europa.

San Marco abbassa la saracinesca. Se torniamo a casa con un risultato positivo, però, dobbiamo accendere un cero a Marco Carnesecchi. In una serata in cui la difesa ha ballato e il centrocampo ha faticato a filtrare, il nostro portiere si è travestito da supereroe. Voto 8 in pagella, e non è un regalo: è il riconoscimento per aver tenuto in vita la squadra quando il Pisa sembrava dover sfondare da un momento all'altro. Prodigioso su Moreo, felino su Piccinini, attento sempre. È lui il vero Man of the Match, la certezza granitica su cui si infrangono le speranze avversarie. Quando hai un portiere così, sai che puoi soffrire, perché dietro c'è qualcuno che ci mette una pezza (o un guantone) sempre.

Krstovic, il bomber che non si accontenta. Davanti, la luce si è accesa grazie ai cambi. Palladino ha letto bene la partita in corsa, inserendo Ederson per dare motore e, soprattutto, Nikola Krstovic. Al montenegrino sono bastati pochi minuti per illuderci con una zampata da rapace, sfruttando l'assist di Sulemana. Ma ciò che ci piace di più di Nikola non è solo il gol: è la rabbia a fine partita. Sentirlo dire ai microfoni «Torniamo a casa con l'amaro in bocca, volevamo vincere» è la testimonianza di una mentalità vincente che ha contagiato tutto il gruppo. Nonostante la concorrenza spietata (oggi è toccato anche a Raspadori esordire), Krstovic risponde presente e mette il "noi" davanti all'io.

Un punto di maturità (e un peccato di gioventù). Certo, il rammarico c'è. Farsi riprendere subito da Durosinmi, in anticipo sul pur bravo Ahanor (beffato nel duello aereo), brucia. Ma come ha sottolineato mister Palladino, bisogna guardare il bicchiere mezzo pieno. La squadra ha saputo soffrire, ha cambiato pelle tatticamente (passando al 4-2-3-1 con Raspadori trequartista) e ha reagito a un primo tempo opaco. La rincorsa al Como e alle zone nobili continua. La Dea non vola, stavolta, ma cammina spedita. E con un Carnesecchi così, la strada fa meno paura.

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© foto di TuttoAtalanta.com
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Sezione: Copertina / Data: Sab 17 gennaio 2026 alle 17:15
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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