Dopo settimane di pericolosa flessione e tensioni accumulate, Raffaele Palladino può finalmente tirare un profondo sospiro di sollievo. Il successo di misura strappato con i denti sul prato della New Balance Arena restituisce ossigeno vitale all'Atalanta, rimettendo in carreggiata una stagione giunta al suo snodo più critico e regalando una notte da incorniciare a tutto il popolo nerazzurro.

VITTORIA SCACCIA CRISI - Le scorie dell'ultimo faticoso mese si sono fatte sentire sulle gambe, ma l'imperativo categorico era uno solo: incamerare l'intera posta in palio. Il condottiero campano non ha nascosto le insidie di una sfida spigolosa, analizzando lucidamente ai microfoni dell'emittente televisiva la doppia faccia mostrata dalla sua squadra. «Oggi la cosa più importante per la squadra era vincere e portare a casa i tre punti», ha esordito l'allenatore, elogiando un primo tempo ben interpretato in cui i suoi ragazzi sono stati abili a sbloccare l'equilibrio contro un avversario pericoloso in ripartenza. Meno brillante, invece, la ripresa: «Ci è mancata energia, abbiamo fatto errori tecnici e non siamo riusciti ad andare sul 2-0».

IL TOUR DE FORCE E GLI OBIETTIVI - La stanchezza affiorata nei secondi quarantacinque minuti è il logico e inesorabile dazio da pagare dopo un trimestre vissuto a ritmi folli. Giocando costantemente ogni tre giorni, il gruppo ha affrontato una scalata che il mister definisce senza mezzi termini come massacrante. Ora, però, lo sguardo è proiettato esclusivamente verso il rettilineo conclusivo, un bimestre che deciderà le sorti dell'annata. Con l'affascinante traguardo della semifinale di Coppa Italia cerchiato in rosso e una rincorsa in campionato totalmente riaperta, la ricetta del tecnico non ammette scorciatoie: «Noi dobbiamo continuare come stiamo facendo, con sacrificio, lavoro e umiltà».

SOSTA E RICONOSCENZA TOTALE - La pausa per gli impegni delle Nazionali arriva nel momento più opportuno per tirare il fiato, sebbene il quartier generale di Zingonia sia destinato a svuotarsi per le numerose chiamate in azzurro e non solo. Chi rimarrà ad allenarsi avrà l'arduo compito di ricaricare le batterie in vista del durissimo assalto finale. In questo clima di ritrovata fiducia, l'allenatore ha voluto rivolgere un pensiero profondo a tutto l'ambiente lavorativo: «Ho ringraziato tutti, dai ragazzi agli addetti ai lavori. Hanno dato tutto per questa società».

L'OMAGGIO ALLA LEGGENDA - L'istantanea più bella ed eterna della serata esula però dalla tattica e dal risultato nudo e crudo. Il fischio finale ha fatto da preludio a un momento di altissima intensità emotiva, culminato nel lungo e commovente abbraccio a centrocampo tra il mister e capitan Marten de Roon, incoronato nuovo primatista assoluto di presenze nella centenaria storia del club. «È quello che merita lui, è stato un bell'abbraccio, molto emozionante. È entrato nella storia di questo club», ha chiosato l'allenatore, celebrando il traguardo monumentale del suo inesauribile faro.

Una notte che restituisce certezze, sorrisi e una leggenda vivente da venerare: la corazzata bergamasca è finalmente pronta a lanciare la sua volata decisiva.

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Sezione: Interviste / Data: Dom 22 marzo 2026 alle 19:45
Autore: Daniele Luongo
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