Ci sono interviste che pesano più del risultato. Quella di Giorgio Scalvini ai canali ufficiali dell'Atalanta al termine del pareggio di Firenze è una di quelle: poche frasi, dette con la voce di chi ha attraversato un anno complicato e ne è uscito più solido di prima. Mentre a Bergamo si discute di mercato, panchine e rivoluzioni, il difensore classe 2003 ha scelto di parlare di riconoscenza e ripartenza. Una boccata d'aria fresca nel frastuono dell'estate.

EUROPA CONQUISTATA, SPIRITO RITROVATO - Primo pensiero alla qualificazione che conta più del pareggio: «Essere in Europa è importante per l'Atalanta» ha esordito Giorgio Scalvini davanti ai microfoni del club. «Per come era partita siamo stati in difficoltà, poi con l'arrivo del mister siamo riusciti a trovare entusiasmo e il nostro gioco. È sempre importante essersi qualificati in Europa». Un passaggio che racconta bene la stagione nerazzurra: due fasi quasi antitetiche, l'una di disorientamento e l'altra di ritrovata identità, con la Conference League come traguardo finale a unificare tutto.

LA PRESTAZIONE AL FRANCHI: «POTEVAMO CONCRETIZZARE MEGLIO» - Sulla gara di Firenze, l'Atalanta ha dominato per lunghi tratti senza riuscire a capitalizzare la superiorità, con Oliver Christensen che ha neutralizzato tutto ciò che la Dea ha costruito prima dell'autogol di Comuzzo all'82'. Scalvini la legge così: «Non mi ricordo oggi grandi occasioni loro. Noi potevamo concretizzare meglio certe opportunità, però era importante dare una buona prestazione e metterci buono spirito». Il bilancio dell'1-1 finale non brucia: in una partita ininfluente per la classifica, l'atteggiamento conta più del risultato.

LA STAGIONE PERSONALE: RINASCITA E GRATITUDINE - Ma è nel passaggio più personale che le parole di Scalvini assumono il peso maggiore. Dopo gli infortuni che lo avevano condizionato nelle stagioni precedenti, il difensore bergamasco ha ritrovato al Franchi di Firenze — lo stesso stadio in cui due anni fa si era fermato con la distorsione alla caviglia — la continuità che stava cercando. «Sono felice di aver trovato continuità. Ringrazio il mister e lo staff per avermi rimesso in piedi. Speriamo di continuare così e di ripartire più forte l'anno prossimo». Un ringraziamento esplicito a Raffaele Palladino, che nel giorno dell'addio raccoglie una delle testimonianze più sincere della sua eredità a Bergamo.

«Ripartiremo più forti»: tre parole che suonano come una promessa e come un programma. La stagione 2025-26 è finita. La prossima, qualunque forma prenderà, inizia già da qui.

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Sezione: Interviste / Data: Sab 23 maggio 2026 alle 18:15
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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