Stasera Roberto Mancini vive la sua seconda prima volta sulla panchina dell'Italia. La prima risale al 28 maggio 2018, a San Gallo, in Svizzera, in un'amichevole contro l'Arabia Saudita. Era un'Italia ferita, reduce dalla mancata qualificazione al Mondiale di Russia, e il ct scelse di ripartire con volti nuovi e qualche ritorno. Finì 2-1 per gli azzurri, con i gol di Mario Balotelli e Andrea Belotti: una vittoria senza pretese, ma l'inizio di un percorso che tre anni dopo avrebbe portato al titolo europeo.

IL CICLO - Da quella serata svizzera nacque una delle Nazionali più belle degli ultimi decenni: una lunga serie di risultati utili consecutivi, un calcio propositivo e il trionfo di Wembley nell'estate del 2021. Il cammino passò anche da Monaco, dove l'Italia eliminò proprio il Belgio ai quarti di finale con i gol di Barella e Insigne. Stasera Mancini ritrova la stessa avversaria, in un contesto molto diverso.

L'ACCENTO BERGAMASCO - Quella Nazionale ebbe anche un'anima atalantina. Tra i campioni d'Europa c'erano Matteo Pessina e Rafael Tolói, allora colonne della Dea di Gasperini. Pessina fu uno degli uomini copertina del torneo, con il gol contro il Galles nella fase a gironi e quello contro l'Austria agli ottavi, nei supplementari. Era il segno di un'Atalanta capace di fornire uomini chiave alla Nazionale nel momento del suo massimo splendore.

San Gallo 2018, Roma 2026: la seconda prima di Mancini ricomincia dal Belgio, e Bergamo spera in un nuovo Pessina.

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Sezione: Italia / Data: Ven 25 settembre 2026 alle 20:30
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