Dopo aver vestito i panni dell'eroe al "Sinigaglia", blindando un pareggio epico in dieci uomini, Marco Carnesecchi non ha intenzione di abbassare la guardia. La Coppa Italia chiama, e l'avversario è di quelli che fanno tremare i polsi: la Juventus. Alla vigilia del quarto di finale che andrà in scena a Bergamo, il numero uno dell'Atalanta si confida ai microfoni di Sport Mediaset con la maturità di un veterano. Non c'è spazio per l'autocompiacimento per il rigore parato a Nico Paz; c'è invece la consapevolezza che per fermare la Vecchia Signora servirà resettare tutto, cancellare l'euforia e scendere in campo con la testa libera dalle nuvole. Tra i segreti del mestiere sui penalty e uno sguardo al futuro azzurro sotto la guida di Gattuso, Carnesecchi traccia la rotta: l'obiettivo è passare il turno, senza se e senza ma. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
Marco, arriva la Juventus per un quarto di finale che promette scintille. Che tipo di partita vi aspettate e con quale spirito l'Atalanta si avvicina a questo appuntamento da dentro o fuori?
«Ci aspetta una partita molto importante contro una squadra fortissima, inutile girarci intorno. La Juventus è un avversario che ti punisce alla prima distrazione. Proprio per questo, il nostro imperativo è resettare tutto: dobbiamo subito cancellare dalla mente la grande prestazione di Como. L'entusiasmo è giusto, ma se scendiamo in campo con la testa fra le nuvole rischiamo grosso. Dobbiamo giocare concentrati dal primo all'ultimo minuto, perché vogliamo fortemente passare il turno».
Facciamo un passo indietro a domenica: la tua prova a Como è stata monumentale. Hai tenuto a galla la squadra in dieci parando tutto, compreso il rigore decisivo a Paz al 97'. C'è stato più studio o più istinto in quel tuffo che ha salvato il risultato?
«Vi dico la verità: gli studi sugli avversari, che facciamo fino al giorno prima, contano relativamente quando ti trovi lì, faccia a faccia. In quei momenti bisogna saper leggere il linguaggio del corpo di chi tira e aspettare l'ultimo istante utile prima di muoversi. È una questione di attimi e sensazioni. Ma ci tengo a sottolineare che, oltre al rigore, sono stati importantissimi anche i due interventi su Ramon, uno per tempo. Quelle parate servono non solo a salvare il risultato, ma a dare sicurezza e fiducia ai compagni che stanno soffrendo in inferiorità numerica».
Dall'Atalanta all'Italia, il passo è breve. A marzo ci sarà il playoff contro l'Irlanda del Nord, che si giocherà proprio qui a Bergamo. Come valuti il lavoro del CT Gattuso in vista di questo crocevia fondamentale?
«Gattuso è bravissimo nella gestione del gruppo, sta facendo un lavoro eccezionale sotto il profilo umano e mentale. Sta creando una grande famiglia, e questo in Nazionale fa la differenza. Sappiamo che l'appuntamento di marzo è cruciale: dobbiamo farci trovare pronti per il playoff contro l'Irlanda del Nord. Giocare a Bergamo sarà uno stimolo in più per noi atalantini».
Testa, cuore e istinto. Carnesecchi archivia i miracoli di campionato per concentrarsi su una notte di Coppa che vale una stagione. La Juve è avvisata: per passare a Bergamo, bisognerà superare un muro che, in questo momento, sembra invalicabile.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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