In un panorama calcistico italiano che assomiglia sempre più a una valle di lacrime finanziarie, Bergamo rappresenta l'oasi felice, il modello da studiare, la mosca bianca che vola in direzione ostinata e contraria. L'inchiesta della Gazzetta dello Sport sui bilanci della Serie A (giunta alla 17esima edizione) restituisce una fotografia impietosa del movimento: il massimo campionato ha registrato una perdita aggregata di 360 milioni di euro nella stagione 2024-25, con un monte ingaggi che ha sfondato il muro psicologico dei 2 miliardi e debiti totali che sfiorano i 5 miliardi. In questo scenario da profondo rosso, l'Atalanta non solo si salva, ma trionfa, confermandosi la regina indiscussa della gestione virtuosa.

IL PRIMATO DELL'UTILE: NESSUNO COME LA DEA - Il dato più eclatante che emerge dai conti è il risultato netto. Mentre 13 club su 20 chiudono in passivo (con voragini spaventose come i -105,1 milioni del Como o i -63,3 del Parma), l'Atalanta guarda tutti dall'alto verso il basso. Il club nerazzurro si piazza sul gradino più alto del podio dei virtuosi con un utile di 37,9 milioni di euro. Un risultato straordinario che stacca anche l'ottima performance dell'Inter (+35,4) e del Lecce (+20,2). In un'epoca in cui vincere spesso significa indebitarsi, la Dea dimostra che alzare l'asticella sportiva e mantenere i conti in ordine non è un'utopia, ma una realtà consolidata.

LA FABBRICA DEI TALENTI: OLTRE 100 MILIONI DAL MERCATO - Se la Serie A è diventata, volente o nolente, un campionato di passaggio e di vendita (record storico di 844 milioni di plusvalenze totali), l'Atalanta ne è l'interprete più raffinata e redditizia. Il "player trading" a Zingonia non è una necessità per tappare i buchi, ma una strategia industriale precisa. Nell'ultima stagione, le cessioni nerazzurre hanno generato 101 milioni di euro di plusvalenze. Meglio ha fatto solo il Napoli (103 milioni), ma la costanza con cui la società bergamasca riesce a valorizzare i propri asset è unica. Vendere bene per reinvestire e restare competitivi: un ciclo continuo che permette di tenere alta la qualità della rosa senza gravare sul bilancio.

SOSTENIBILITÀ CONTRO IL CAOS - Il confronto con il resto della truppa è quasi imbarazzante. Mentre il sistema calcio italiano continua a presentare costi insostenibili in rapporto alle entrate e un'esposizione bancaria preoccupante (1,67 miliardi totali), l'Atalanta naviga in acque sicure senza aver bisogno di continue iniezioni di capitale a fondo perduto per coprire le perdite. Le "grandi" storiche come Juventus (-58,1 milioni) e Roma (-53,9 milioni) continuano a faticare, mentre le neopromosse o le società con proprietà straniere "munifiche" (come il Como) spendono cifre folli per restare a galla. L'Atalanta, invece, fa corsa a sé: lo "Scudetto del Bilancio" è già cucito sul petto, e vale quanto un trofeo alzato al cielo.

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Sezione: Primo Piano / Data: Mer 04 febbraio 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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