Cristiano Giuntoli ha inaugurato la sua gestione all'Atalanta nel modo più concreto, mettendo a segno i primi due acquisti ufficiali del nuovo corso. Il direttore dell'area sportiva nerazzurra ha seguito in prima persona l'operazione che porta a Bergamo due talenti di scuola Empoli: il centrocampista Francesco Olivieri, classe 2010, e l'attaccante Diego Perillo, classe 2009. Non un modo di dire, ma il primo segnale tangibile di una nuova era dirigenziale.

IL DOPPIO COLPO DALL'EMPOLI - Non si tratta di due semplici innesti per il settore giovanile. L'esborso complessivo, superiore ai 4 milioni di euro, racconta il peso specifico di una scelta che guarda lontano. I due ragazzi sono destinati a diventare colonne della prossima Primavera nerazzurra, affiancati da compagni e avversari ben più navigati: il limite d'età del campionato Under 20, nella stagione alle porte, è infatti fissato sui nati nel 2007, il che li renderà tra i più giovani in rosa.

OLIVIERI, IL REGISTA MODERNO - Il centrocampista pisano incarna una figura preziosa e sempre più rara: un incrocio tra un «6» e un «8», per usare la numerologia del calcio d'altri tempi. Organizzatore del gioco per vocazione, Olivieri ha col tempo affinato anche struttura fisica e capacità di coprire il campo. Nell'ultima annata si è messo in mostra da sotto età nell'Under 17, laureandosi campione d'Italia appena una settimana fa sul prato del Manuzzi di Cesena.

PERILLO, IL BOMBER AZZURRO - Se Olivieri costruisce, il suo ex compagno finalizza. Con numeri da capogiro: 40 reti in 44 gare stagionali tra club e Nazionale, un ruolino che parla da solo – come ricostruisce L'Eco di Bergamo –. Con l'Italia, Perillo ha da poco conquistato l'Europeo di categoria in Estonia, timbrando anche nel girone contro la Francia con un tap-in pesante. Ora davanti a lui c'è la sfida più difficile: trasformarsi, gradino dopo gradino, in un realizzatore anche nel calcio dei grandi, dinamica ben diversa da quella dei tornei giovanili.

RADICI TOSCANE - C'è un filo rosso che lega questa operazione. Olivieri, pisano, vestiva la maglia dell'Empoli dall'età di sei anni, mentre Perillo era approdato al centro sportivo di Monteboro a dieci, dopo gli esordi con il Prato. Due ragazzi di Toscana scelti da un dirigente toscano: Giuntoli, del resto, è nativo di Agliana, nel Pistoiese. Un dettaglio che aggiunge un tocco quasi simbolico ai primi passi del suo lavoro a Bergamo.

Il messaggio, in fondo, è chiaro: la nuova Atalanta riparte investendo sui talenti di domani, con la pazienza di chi sa che i grandi progetti si costruiscono dalle fondamenta.

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