Il tempo, giudice inesorabile e silenzioso di ogni parabola calcistica, si appresta a scolpire nel marmo i nomi di chi ha saputo tramutare l'attaccamento alla maglia in un'autentica e viscerale missione di vita. Indossare i colori dell'Atalanta non è mai stata un'operazione banale, eppure, nelle pieghe di una stagione a dir poco incandescente, tre interpreti magistrali stanno ridisegnando la geografia sacra del club, elevandosi ad autentici monumenti viventi di questa epopea sportiva.

I CUSTODI DEL TEMPIO E IL GOTHA DELLE PRESENZE - Se scorrere gli annali di una società ultracentenaria provoca spesso un reverenziale brivido lungo la schiena, osservare le gerarchie attuali genera un senso di profonda e sincera ammirazione. Berat Djimsiti e Mario Pasalic non sono più semplici e preziosissime pedine all'interno del sofisticato scacchiere tattico, ma autentici pilastri su cui poggia l'intera narrazione contemporanea del calcio bergamasco. Il roccioso baluardo difensivo e il letale incursore croato hanno infatti varcato le porte dell'aristocrazia orobica, issandosi rispettivamente al terzo e al quinto gradino nella prestigiosa e ristretta graduatoria dei fedelissimi di tutti i tempi. Una scalata silenziosa, priva di clamori ma inesorabile, forgiata attraverso infinite battaglie campali che certificano un legame indissolubile con l'intero popolo nerazzurro.

L'ASSALTO ALLA CORONA DI BELLINI - Tuttavia, è al vertice assoluto di questa piramide di fedeltà che si sta consumando l'epilogo più romantico e calcisticamente struggente. Marten de Roon, fiero portatore della fascia da capitano e anima perennemente in moto della mediana, scorge ormai a occhio nudo la vetta suprema. Il suo personalissimo tassametro recita quota 433 apparizioni, un'inezia matematica se paragonato al totemico primato di 435 gettoni gelosamente e storicamente custodito dall'icona Gianpaolo Bellini. Il destino ha voluto apparecchiare un palcoscenico a dir poco teatrale per il clamoroso e imminente sorpasso: il titanico incrocio di Champions League contro il Bayern Monaco potrebbe infatti coincidere con l'aggancio alla leggenda, mentre la successiva trasferta di campionato contro il Verona, programmata esattamente un attimo prima che il calendario imponga la canonica sosta, rischia di tramutarsi nel meraviglioso teatro della definitiva incoronazione. L'Olandese Volante si prepara così a reclamare lo scettro, pronto a incidere il proprio nome laddove nessuno, nella secolare storia della Dea, aveva mai osato spingersi.

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Sezione: Primo Piano / Data: Gio 12 marzo 2026 alle 07:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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