CARNESECCHI, voto 5,5
Si presenta in campo con la consapevolezza di chi è destinato a trascorrere una serata sotto assedio. Purtroppo per lui, le peggiori previsioni si concretizzano e il dover raccogliere la sfera dal fondo della rete per ben sei volte è una punizione severissima. Non commette errori grossolani, ma affonda inesorabilmente insieme a tutta la scialuppa orobica. Impotente.
ZAPPACOSTA, voto 5
Cerca disperatamente di far pesare il proprio curriculum internazionale nell'infuocato duello rusticano contro Diaz. L'impegno non manca, ma il gap in termini di esplosività e pura classe tecnica è a tratti imbarazzante, palesando un evidente scarto di categoria. Soverchiato.
dal 66’ BELLANOVA, voto 6
Getta il cuore oltre l'ostacolo in un momento in cui il tabellone recita un punteggio impietoso. Mostra orgoglio e vitalità, riuscendo quantomeno a propiziare l'azione che conduce alla platonica rete conclusiva. Volitivo.
HIEN, voto 4,5
L'approccio fisico e muscolare dei primissimi minuti, speso per intimidire Jackson, si rivela un bluff che dura pochissimo. Viene letteralmente preso in mezzo dalla marea rossa: gli incursori bavaresi sbucano da ogni lato e lui, frastornato, perde ogni riferimento spaziale e di marcatura. Travolto.
KOLASINAC, voto 4
Nelle intenzioni della vigilia, la sua proverbiale garra e la sua esperienza europea avrebbero dovuto rappresentare l'argine alle scorribande tedesche. La realtà del campo, invece, restituisce l'immagine di un difensore in costante balia degli avversari, incapace di opporre la minima resistenza. Naufragato.
dal 55’ AHANOR, voto 5
Inscerito come braccetto di sinistra nel momento di massima confusione tattica della squadra, si adegua passivamente al generale disastro del pacchetto arretrato senza riuscire a invertire la rotta. Coinvolto.
BERNASCONI, voto 4
Una valutazione durissima, che non intende accollargli le esclusive responsabilità della debacle, ma che fotografa impietosamente una serata da incubo. Michael Olise lo punta, lo salta e lo irride per l'intera durata della sua permanenza in campo, in un mismatch totale e a tratti imbarazzante. Umiliato.
SULEMANA, voto 5,5
Il cambio di modulo imposto da Palladino lo costringe a un lavoro massacrante e dispendioso, chiedendogli di coprire intere praterie sulla fascia. Ci mette una dose massiccia di applicazione tattica, risultando paradossalmente uno dei pochi a mostrare un barlume di intraprendenza offensiva. Sacrificato.
dal 73’ SAMARDZIC, voto 5,5
Il suo ingresso a giochi ormai ampiamente chiusi non ha alcun impatto sull'inerzia dell'incontro. Ha però sulla coscienza un'occasione d'oro malamente sprecata che avrebbe quantomeno addolcito il passivo. Spreccone.
DE ROON, voto 4,5
La zona nevralgica del campo si trasforma in una pista d'atletica dove i palleggiatori del Bayern viaggiano a velocità doppia. Il capitano appare perennemente in affanno, tagliato fuori dalle traiettorie e incapace di arginare lo straripante dinamismo dei dirimpettai. Lento.
PASALIC, voto 5,5
L'illusione di una sufficienza svanisce di fronte all'evidenza di una prestazione globale decisamente sotto tono. Salva l'onore siglando la platonica rete della bandiera agli sgoccioli del match, ma nel vivo del gioco, quando la partita aveva ancora un senso, è risultato drammaticamente assente. Invisibile.
ZALEWSKI, voto 5
L'intraprendenza mostrata nei primissimi scampoli di gara si spegne quasi subito, soffocata dalla debordante fisicità della mediana bavarese. In fase di ripiegamento si rivela spesso inefficace, non garantendo i necessari raddoppi di marcatura. Eclissato.
dal 55’ MUSAH, voto 5,5
Non possiede la bacchetta magica per raddrizzare una sfida compromessa, ma quantomeno mette sul piatto una dose di aggressività che mancava. Si fa notare per aver "guadagnato" un'ammonizione tattica procurata dall'astuzia di Kimmich. Agonista.
KRSTOVIC, voto 5
Dimostra una mobilità leggermente superiore rispetto al compagno di reparto, tentando perlomeno di smarcarsi dalla morsa dei difensori tedeschi. Il suo contributo si limita alla partecipazione nell'azione del gol di Pasalic: tanto impegno, pochissima sostanza. Innocuo.
SCAMACCA, voto 4,5
L'idea di schierare il doppio centravanti per togliere riferimenti al Bayern si rivela un clamoroso boomerang, poiché lui stesso sembra non trovare mai la propria posizione. L'emblema della sua serataccia è il sanguinoso pallone perso in uscita che genera la terza rete ospite, scatenando le ire del proprio allenatore. Ingabbiato.
dal 46’ DJIMSITI, voto 5
Il suo ingresso sancisce l'ammissione di colpa tattica e il ritorno al consueto schieramento difensivo. Sbroglia un paio di situazioni spinose, ma il danno strutturale alla squadra era ormai compiuto. Tardivo.
ALL. PALLADINO, voto 4,5
L'azzardo tattico di presentarsi con un inedito 4-2-3-1 contro una corazzata come il Bayern Monaco si trasforma in un disastro su tutta la linea. Le presunte "fasce rinforzate" vengono sistematicamente perforate e il doppio centravanti non tocca palla. Il ritorno al vecchio assetto nell'intervallo è un'ammissione di colpa palese e tardiva, giunta quando la squadra era già sotto di tre reti e in totale balia dell'avversario. Una lettura della gara presuntuosa e drammaticamente errata. Sconfitto.
© Riproduzione Riservata
Autore: Lorenzo Casalino / Twitter: @lorenzocasalino
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