La notte più fonda e difficile della stagione europea lascia inevitabilmente cicatrici profonde, ma impone anche la maturità di sapersi rialzare in fretta. Yunus Musah, centrocampista dell'Atalanta, si presenta in Mixed Zone al termine del durissimo 1-6 incassato dal Bayern Monaco, mettendoci la faccia con grande lucidità e onestà intellettuale. Il mediano statunitense nell'intervento trasmesso da BergamoTV, non cerca alibi o giustificazioni di fronte allo strapotere bavarese e dribbla le polemiche di natura tattica, preferendo concentrarsi sull'incredibile lezione di tifo e attaccamento offerta dal pubblico della New Balance Arena. Un monito chiaro per tutto lo spogliatoio: metabolizzare la batosta, analizzare gli errori a mente fredda e ritrovare immediatamente la bussola, perché l'imminente scontro d'alta classifica contro l'Inter non ammette ulteriori passi falsi. Ecco quanto evidenziato da TuttoAtalanta.com:
È stata una serata oggettivamente durissima, in cui la delusione regna sovrana. Affrontare un passivo così pesante sul campo è psicologicamente devastante, eppure avete trovato la forza di segnare almeno la rete della bandiera, spinti da un pubblico encomiabile. Il Bayern si è dimostrato semplicemente fuori portata?
«Sì, bisogna ammettere senza giri di parole che si sono dimostrati fortissimi, di un livello assoluto. Insieme al mister avevamo preparato un piano partita ben preciso, provando ad aggredirli e a metterli costantemente sotto pressione per limitare le loro fonti di gioco. Purtroppo, alla fine, la loro immensa qualità è emersa in tutta la sua forza e credo che l'andamento della partita lo abbiano visto tutti in modo inequivocabile. Ma ci tengo a sottolineare una cosa: i nostri tifosi stasera sono stati letteralmente incredibili. Vi assicuro che, nella mia carriera, non avevo mai vissuto un'esperienza del genere: trovarsi sotto di così tanti gol e sentire uno stadio intero che continua a cantare a squarciagola per sostenerti è qualcosa di unico. Ci vogliono davvero un bene immenso. Capiscono che questo è un gruppo che non molla mai, che lavora sodo e sputa sangue in ogni allenamento. Questo calore incondizionato ci spinge a dare sempre il massimo, ben oltre i nostri limiti».
Il calendario non concede pause e già sabato vi attende una sfida cruciale in campionato contro l'Inter a San Siro. Come si riesce a ripartire mentalmente dopo una scoppola di queste proporzioni?
«L'unica medicina possibile in questo momento è cambiare sùbito registro mentale. Vogliamo e dobbiamo archiviare questa bruttissima parentesi europea il più in fretta possibile, canalizzando tutta la nostra rabbia e la nostra concentrazione sul campionato. Il nostro obiettivo primario è rimanere là in alto in classifica, lottando per le posizioni di vertice che ci siamo meritati finora».
Soffermandoci sulle scelte iniziali, c'è stata una variazione tattica evidente con il cambio di modulo. Come avete vissuto gli ultimi giorni di preparazione all'interno del gruppo e come è nato questo assetto di cui avete discusso con il mister?
«Sinceramente, penso che a ridosso di una sconfitta di questa portata sia molto difficile ragionare con lucidità di moduli o di scelte tattiche. Quando ti scontri con un Bayern Monaco così straripante, puntare il dito sulla formazione o sui numeri in campo diventa un esercizio fine a se stesso. Ritengo che la cosa più saggia e importante in questo preciso istante sia chiudere questo capitolo, metterci la partita alle spalle e proiettarci esclusivamente all'Inter. Per noi è fondamentale finire il campionato nella posizione più alta possibile, ragion per cui ogni singola gara da qui alla fine diventa vitale. Ora la priorità assoluta è recuperare le energie fisiche e nervose per preparare al meglio il match di Milano».
Vivendola direttamente dal campo, ha avuto la sensazione di trovarsi di fronte ad avversari provenienti da un altro pianeta calcistico? Ritiene che il divario sia scaturito da una pura questione tattica o dall'impostazione generale della gara?
«Come dicevo prima, a caldo e con l'amarezza della sconfitta ancora addosso, è davvero complicato fornire un'analisi razionale e dettagliata di ciò che non ha funzionato. Quello che dobbiamo fare è riguardare la partita a mente fredda, analizzandola con la massima calma nei prossimi giorni. Oggi è stata una serata durissima sotto ogni punto di vista, ma sono convinto che rivedendo i filmati domani potremo individuare con precisione gli errori commessi e i punti in cui dobbiamo assolutamente crescere. Solo attraverso questa analisi pacata potremo migliorare sensibilmente in vista della prossima gara e del prosieguo della stagione».
Un'ammissione di superiorità dell'avversario condita da un profondo senso di gratitudine verso la propria gente. Le parole del centrocampista americano riflettono lo stato d'animo di uno spogliatoio ferito ma non abbattuto, già pronto a trasformare la delusione per il tracollo europeo in pura energia vitale per la rincorsa ai vertici della Serie A.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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