Paolo Di Canio non usa giri di parole per analizzare la durissima notte europea dell'Atalanta. Dagli studi televisivi di Sky Sport, l'ex attaccante ha voluto dedicare un pensiero speciale e colmo di ammirazione alla tifoseria bergamasca, capace di comprendere la reale portata dell'evento ben più di molti addetti ai lavori, lanciando contemporaneamente un forte e provocatorio messaggio al sistema calcio italiano prendendo spunto dallo strapotere atletico del Bayern Monaco.
LA MATURITÀ DELLA GENTE - Di Canio ha elogiato senza riserve la splendida reazione della New Balance Arena al termine della dolorosa sconfitta per sei reti a una. «I tifosi dell'Atalanta sono stati semplicemente meravigliosi - ha sottolineato l'opinionista - perché sapevano perfettamente che questa serata rappresentava un traguardo storico, una festa ampiamente meritata sul campo». Secondo l'ex giocatore, il pubblico orobico ha dimostrato una lucidità rara: «Loro hanno ben in mente quali siano i reali livelli e le differenze valoriali in campo, forse addirittura più di certi commentatori. Per questo motivo sono rimasti lì a sostenere incondizionatamente i giocatori e lo staff tecnico. Certo, nel cuore speravano di poter mantenere viva la qualificazione, pur consapevoli che l'impresa rasentava l'impossibile».
LE FAVORITE E IL RECORD - Spostando il focus sulla corazzata bavarese, l'analisi si fa lucida e riconosce la forza straripante e inarginabile degli avversari, candidati prepotentemente alla vittoria finale. «Parliamo di una delle quattro assolute favorite per la conquista della Champions League - ha sentenziato Di Canio -. Nella passata stagione sono inciampati solamente perché l'Inter si è dimostrata più brava, ma si tratta di una squadra che matura visibilmente stagione dopo stagione, migliorando sia individualmente che come collettivo». Un potenziale offensivo devastante, espresso peraltro senza il proprio pezzo pregiato: «Questa sera mancava persino Kane, un centravanti in grado di insidiare i record di un mostro sacro come Lewandowski».
L'INSEGNAMENTO E LE SCUSE - La chiosa finale si trasforma in una dura ramanzina per chi cerca continuamente alibi nei ritmi serrati del calcio moderno. L'intensità e la fame agonistica messe in campo dai tedeschi devono far riflettere profondamente: «Questa partita deve rappresentare un vero e proprio insegnamento per tutti coloro che passano il tempo a lamentarsi dei troppi impegni agonistici. Loro giocano esattamente come gli altri, se non di più, eppure stasera hanno corso a mille all'ora non facendo letteralmente respirare l'Atalanta». Un monito severo che spazza via ogni scusa legata alla stanchezza fisica e mentale dei calendari.
La caduta contro una superpotenza di questo calibro fa inevitabilmente male, ma le parole dell'opinionista restituiscono l'esatta dimensione di una notte che, al netto del brutto e pesantissimo passivo, certifica l'immensa statura morale di un pubblico e di un ambiente ormai maturi per i palcoscenici più prestigiosi.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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