Nel calcio moderno, le alleanze strategiche lontano dai riflettori valgono quanto i risultati sul campo. Lo sanno perfettamente l'Atalanta e il Cagliari, due piazze che nell'ultimo decennio hanno imboccato percorsi sportivi diametralmente opposti — la Dea costantemente seduta nei salotti nobili d'Europa, i sardi spesso a lottare in trincea per la salvezza — ma che hanno saputo costruire una vera e propria autostrada di mercato reciprocamente iper-redditizia, capace di generare plusvalenze clamorose e svezzare campioni.

NUMERI DA RECORD - I dati nudi e crudi fotografano un rapporto fiduciario che non ha eguali nell'ultimo lustro calcistico italiano. Dal 2021 a oggi, l'asse ha registrato ben nove trasferimenti diretti (otto in uscita dalla Lombardia e uno in entrata), incoronando la compagine isolana come il partner commerciale assoluto della società orobica, staccando nettamente le pur proficue collaborazioni imbastite con lo Spezia (sei operazioni) e il Monza (cinque). Una rotta aerea caldissima tra gli scali di Orio al Serio ed Elmas, che ha visto un'incredibile accelerazione a partire dal 2024 con ben sette affari conclusi, doppiando i traffici intessuti con big assolute come Milan o Atletico Madrid. Un ponte d'oro inaugurato dalle felici intuizioni di dirigenti storici come Giovanni Sartori e Stefano Capozucca (quest'ultimo grande estimatore di Gian Piero Gasperini), e consolidato nel tempo sull'asse composto prima da Tony D'Amico e Nereo Bonato, fino ad arrivare all'odierno e fruttuoso dialogo con Guido Angelozzi.

MILIONI E PLUSVALENZE - – come analizza L'Eco di Bergamo – la natura di questa sinergia ha generato profitti mostruosi per entrambe le casseforti societarie, trasformando di fatto il centro sportivo di Asseminello in una succursale dorata di Zingonia. Il capolavoro finanziario si materializza soprattutto nei prestiti con diritto di riscatto: Roberto Piccoli ne è l'emblema perfetto. Chiuso tatticamente a Bergamo, il possente centravanti ha fruttato dodici milioni ai nerazzurri dopo un'ottima annata isolana, permettendo poi ai rossoblù di raddoppiare l'incasso cedendolo alla Fiorentina. Dinamica sovrapponibile per le cessioni di Nadir Zortea (poi volato a Bologna) e Michel Adopo (diventato ora di esclusiva proprietà sarda), un pacchetto che ha garantito alla Dea un tesoretto superiore ai venti milioni di euro. Operazioni chirurgiche ad altissima redditività che fanno da lussuoso contraltare ad affari meno speculativi, come il prestito secco di Matteo Lovato, l'addio definitivo di Boris Radunovic o l'approdo a parametro zero dell'esperto Josè Luis Palomino.

IL GIOIELLO E IL CAVALLO DI RITORNO - L'apoteosi tattica e manageriale di questa intesa si riflette oggi nella magistrale gestione di Marco Palestra. Il formidabile esterno, penalizzato nella scorsa stagione dallo scarso minutaggio concessogli da Gasperini, è stato inviato sull'isola con la formula del prestito secco. Una scelta oculatissima: mentre in rosa si è preferito trattenere e lavorare su Lorenzo Bernasconi, il ragazzo milanese è letteralmente esploso lontano da casa, gonfiando a dismisura la propria quotazione di mercato. A fine stagione l'Atalanta si ritroverà in casa un titolare fatto e finito, oppure un pezzo da cedere a cifre da capogiro. Un destino itinerante che appartiene, al contrario, anche a Ibrahim Sulemana. Acquistato proprio dai sardi durante la maxi-operazione del 2024, il mediano ghanese ha vissuto diciotto mesi intensi – impreziositi dal lampo abbagliante del gol in Champions contro la Roma e da una parentesi felsinea – prima di fare il percorso inverso e tornare in prestito nella squadra che lo aveva lanciato.

DESTINI SULLA FASCIA - Nell'incrocio di campionato ormai alle porte, i riflettori del prato della New Balance Arena illumineranno proprio questi due ragazzi dai destini incrociati. Se per il centrocampista africano il Cagliari vanta un'opzione di riscatto a giugno, le chiavi del futuro del gioiello Palestra sono saldamente nelle mani dei bergamaschi. Spetterà al tecnico Raffaele Palladino trarre le conclusioni e decidere se il suo talento è ormai maturo per dominare la corsia destra con addosso i colori del cielo e della notte.

Sinergia, pazienza e fiuto per gli affari: l'asse Bergamo-Cagliari si conferma un trattato accademico su come dominare il calciomercato contemporaneo accontentando tutti.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 26 aprile 2026 alle 08:00
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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