Il ciclone giudiziario che si è abbattuto sui vertici del calcio italiano inizia a mietere le prime, pesantissime conseguenze organizzative. Travolto dalle indiscrezioni e dal polverone scaturito dall'avviso di garanzia emesso dalla Procura di Milano, il designatore degli arbitri di Serie A e B Gianluca Rocchi ha deciso di rassegnare le proprie dimissioni temporanee, formalizzando un'autosospensione con effetto immediato. Una mossa clamorosa che scuote dalle fondamenta l'intero sistema e apre scenari di assoluta incertezza per la regolarità del prosieguo del campionato.
LA SCELTA SOFFERTA E IL COMUNICATO UFFICIALE - Il passo indietro del massimo responsabile della classe arbitrale è stato sancito in serata attraverso una nota diramata dai vertici dell'AIA. Dopo un fitto e drammatico colloquio con il vicepresidente vicario Francesco Massini, l'ex fischietto fiorentino ha preferito farsi da parte per non esporre al pubblico ludibrio il lavoro dei suoi sottoposti. «In accordo con l'AIA e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata», ha spiegato il dirigente all'interno del comunicato. Una decisione che definisce «sofferta, difficile ma condivisa con la mia famiglia», presa con l'unico intento di agevolare il naturale e corretto decorso della delicata fase processuale, tutelando l'integrità dei direttori di gara da eventuali condizionamenti mediatici.
L'EFFETTO DOMINO E IL CASO GERVASONI - La tempesta perfetta non si è limitata alla sola figura della guida tecnica suprema. Sulla scia di quanto deliberato dal designatore, anche il fidato collaboratore e componente della commissione Andrea Gervasoni ha optato per identiche ragioni di opportunità per l'autosospensione immediata. Due defezioni che di fatto decapitano temporaneamente i vertici della categoria, gettando nello sconforto l'intero settore. Rocchi, dal canto suo, ostenta però assoluta sicurezza sulla propria estraneità ai fatti più gravi, dicendosi certo di uscire «indenne e più forte di prima» dall'indagine della magistratura meneghina.
IL VERTICE D'URGENZA E I RIFLESSI SUL CAMPO - L'emergenza istituzionale è ormai totale e impone contromisure celeri. L'AIA ha annunciato l'immediata convocazione del Comitato Nazionale per ratificare l'accaduto e varare i provvedimenti d'urgenza necessari a garantire le prossime e delicatissime designazioni. In un clima così saturo di veleni e sospetti, l'unica via di fuga per le squadre sarà il rettangolo verde. Un diktat che a Bergamo conoscono a memoria: la truppa forgiata da Raffaele Palladino è da tempo impermeabilizzata contro le distrazioni di palazzo, pronta a far parlare unicamente il sudore agonistico e a regalare nuove notti di pura passione sportiva all'interno della New Balance Arena, respingendo al mittente le tossine dello scandalo.
Il vuoto di potere nel settore arbitrale è ormai certificato: ora spetta alla giustizia fare il suo corso, mentre un movimento calcistico profondamente ferito trattiene il respiro in attesa della verità.
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Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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