La tripletta di Samuel Mbangula nel 4-2 del Bologna a San Siro ha un filo che porta a Bergamo. Due mesi fa, nelle ultime ore del mercato estivo, il belga era un nome dell'Atalanta: Giuntoli lo conosceva dalla Juventus e aveva avviato i contatti con il Werder Brema, mentre la trattativa per Rowe restava bloccata. Finì in un altro modo: Mbangula a Bologna, Rowe alla Dea. Stasera il paragone è diventato inevitabile.

IL RETROSCENA - La cronologia è quella degli ultimi tre giorni di agosto. L'Atalanta inseguiva Rowe da settimane, ma il Bologna non lo cedeva senza avere in mano il sostituto. Per sbloccare l'affare si era parlato di de Roon come contropartita tecnica; poi l'olandese scelse la Roma, nel passaggio raccontato ne il retroscena su de Roon e Djimsiti, e la pista si chiuse. In parallelo la Dea aprì i contatti per Mbangula, con l'idea di prendere due esterni sinistri o, in caso di stallo, di sostituire l'inglese con il belga.

LA SVOLTA - Il 31 agosto il Bologna scelse Mbangula come erede di Rowe: prestito oneroso da due milioni con diritto di riscatto a dodici e mezzo, secondo la ricostruzione di Gianluca Di Marzio. Fu quella mossa a sbloccare tutto, come il sito raccontò in tempo reale in il Bologna che prende Mbangula e libera Rowe per l'Atalanta: l'inglese passò alla Dea per trentacinque milioni più cinque di bonus, il colpo più caro della storia nerazzurra, fortemente voluto da Sarri.

MBANGULA E ROWE, DUE MESI DOPO

Mbangula (Bologna): belga, classe 2004, ex Juventus; prestito dal Werder a 2 milioni con riscatto a 12,5; tripletta al Milan (8', 62', 86'), tre gol come in tutta la stagione alla Juve
Rowe (Atalanta): inglese, dal Bologna per 35 milioni più 5 di bonus; titolare in tre partite di campionato, panchina ad Amsterdam; nessun gol e nessun assist finora
Ruolo: entrambi esterni offensivi di sinistra
Il Bologna di Palladino: tre vittorie consecutive, 11 punti, sopra l'Atalanta


IL CONFRONTO - Il ruolo è lo stesso, l'ala sinistra che attacca la profondità e rientra sul destro, e i numeri di questo autunno dicono il contrario di quanto dicevano le cifre d'estate. Mbangula, costato una frazione, ha già eguagliato con una sola partita il bottino di un'intera stagione alla Juventus e ha regalato a Palladino la terza vittoria di fila. Rowe, l'investimento record, è titolare in campionato ma non ha ancora inciso: a San Siro contro il Milan e con il Frosinone è uscito nell'ora in cui la Dea cambiava marcia con Zalewski.

IL SENSO - Non è un processo a Rowe, che a ventitré anni ha davanti una stagione intera e il credito di chi lo ha scelto. È il promemoria che il mercato si giudica a dicembre e a maggio, non ad agosto: l'esterno che la Dea aveva considerato come piano B stasera ha fatto il piano A, e quello che la Dea ha comprato come certezza deve ancora diventarlo. Da Rowe l'Atalanta si aspetta esattamente quello che Mbangula ha fatto al Milan: gol, strappi e una partita decisa.

Tre gol per il belga che la Dea aveva sfiorato, nessuno per l'inglese che ha pagato quaranta milioni: il confronto è impietoso a ottobre, e ha ancora sette mesi per cambiare.

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