L'infinita attesa è giunta al termine. Sotto il cielo della New Balance Arena, l'Atalanta guidata da Raffaele Palladino ritrova finalmente l'appuntamento con la vittoria, superando di misura un tenace Hellas Verona. A decidere la contesa, spezzando un pericoloso digiuno durato ben sei partite, è stato il guizzo risolutore di Davide Zappacosta, protagonista assoluto in una serata impreziosita dal traguardo storico tagliato dall'intramontabile capitano olandese.

LA MAGIA CHE SBLOCCA IL MATCH - Il monologo nerazzurro della prima frazione ha trovato la sua meritata sublimazione al trentasettesimo minuto di gioco. L'esterno ha individuato lo spiraglio giusto al limite dell'area, scoccando un velenoso sinistro che si è infilato con precisione chirurgica alla destra dell'incolpevole Lorenzo Montipò. Una rete liberatoria che ha capitalizzato la notevole mole di occasioni costruite dai padroni di casa nei primi quarantacinque minuti, dominati sul piano del ritmo e dell'intensità agonistica.

SOFFERENZA E RESISTENZA NELLA RIPRESA - Il copione è mutato radicalmente nel secondo tempo, quando la compagine scaligera ha provato a gettare il cuore oltre l'ostacolo nel disperato tentativo di evitare la diciottesima sconfitta stagionale (risultato che relega i veneti desolatamente in fondo alla classifica in coabitazione col Pisa). Gli ospiti hanno aumentato i giri del motore, sfiorando a più riprese il clamoroso pareggio con le pericolose folate offensive di Bowie e dell'imprevedibile Gift Orban. La retroguardia lombarda ha però retto l'urto con grande maturità, difendendo con le unghie e con i denti il prezioso vantaggio acquisito.

LA STORIA SI CHIAMA DE ROON - Oltre al peso specifico dei tre punti, che proiettano momentaneamente i bergamaschi a una sola lunghezza di distanza dalla Roma (impegnata nel tardo pomeriggio contro il Lecce), la sfida odierna verrà consegnata in eterno agli annali del club per un primato leggendario. Marten de Roon ha infatti scritto il suo nome nell'Olimpo societario, diventando ufficialmente il calciatore con il maggior numero di presenze nell'intera storia della Dea.

Un successo magari meno scintillante rispetto ai canoni abituali, ma di vitale importanza. Una vittoria che restituisce ossigeno puro alle ambizioni europee, preparando la squadra a lanciare la volata decisiva nei mesi più caldi della stagione.

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Sezione: Primo Piano / Data: Dom 22 marzo 2026 alle 17:00 / Fonte:
Autore: Daniele Luongo
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