La supersfida di San Siro partorisce il proverbiale topolino, consegnando agli archivi un pareggio a reti bianche che fotografa impietosamente l'eccessivo tatticismo di Milan e Juventus. Nell'attesissimo incrocio ad alta quota, le due potenze del calcio italiano preferiscono badare al sodo, annullandosi a vicenda in una gara avara di sussulti, dove la paura di prestare il fianco all'avversario ha nettamente prevalso sulla voglia di affondare il colpo per prendersi l'intera posta in palio.

LA TATTICA SOFFOCA LO SPETTACOLO - Il copione della gara si delinea fin dalle primissime battute, rivelando un match scacchistico in cui il ritmo stenta inesorabilmente a decollare. La compagine piemontese prova a prendere in mano il pallino del gioco attraverso un possesso prolungato, ma si scontra contro il muro eretto dalla retroguardia meneghina, disposta in campo con grande ordine. L'unico vero brivido della prima frazione si materializza al trentaseiesimo minuto, quando Khephren Thuram gonfia la rete finalizzando una pregevole invenzione di Francisco Conceicao; l'esultanza viene però strozzata in gola dall'intervento del VAR, che vanifica tutto per posizione di fuorigioco. Prima dell'intervallo c'è spazio soltanto per un tentativo sull'esterno della rete di Youssouf Fofana e per l'attenta risposta di Mike Maignan su un'incursione del solito esterno portoghese.

RIPRESA ANONIMA E L'USCITA DI MODRIC - Chi si aspettava un cambio di marcia al rientro dagli spogliatoi rimane profondamente deluso. Il canovaccio tattico resta infatti immutato, con le formazioni perennemente impegnate in una fase di studio che non sfocia mai in vere minacce per i rispettivi portieri. Le occasioni da rete latitano e nemmeno le sostituzioni pescate dalla panchina riescono a invertire l'inerzia di una sfida bloccata. L'unico evento degno di nota del secondo tempo si registra a dieci minuti dal novantesimo, quando Luka Modric è costretto ad alzare bandiera bianca dopo un duro scontro di gioco con Manuel Locatelli: l'uscita dal campo del fuoriclasse croato viene accompagnata dallo scrosciante e sportivo applauso di tutto il pubblico presente allo stadio.

CLASSIFICA MOSSA, MA NESSUN SQUILLO - Il triplice fischio sancisce uno zero a zero che rappresenta il quarto pareggio a reti inviolate negli ultimi cinque incroci tra questi due club storici. Un punticino che smuove timidamente la classifica ma certifica la scarsa propensione al rischio di ambedue le sfidanti. Il Diavolo mantiene la terza piazza a quota sessantasette, conservando un rassicurante cuscinetto di sei lunghezze sulle inseguitrici Como e Roma. I bianconeri si assestano invece al quarto posto con sessantaquattro punti, in una zona Champions che sorride anche all'Atalanta guidata da Raffaele Palladino, spettatrice molto interessata di questo rallentamento generale.

Un epilogo senza vincitori né vinti che fotografa la cruda realtà del campo: in una notte dove serviva coraggio per lanciare un segnale forte al campionato, ha vinto solamente la paura di farsi del male.

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Sezione: Serie A / Data: Dom 26 aprile 2026 alle 22:44
Autore: Redazione TuttoAtalanta.com / Twitter: @tuttoatalanta
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